Seduta n. 373 della Camera dei Deputati, 29/10/2024.
Argomenti: concessioni balneari, procedure di infrazione europee, canoni demaniali, questione di attualità, caccia e tutela animali.
Discussione del decreto "Salva-infrazioni" per rispettare obblighi europei e chiudere procedure di infrazione. Centrale la proroga delle concessioni balneari al 2027. Il Governo chiede la fiducia per accelerare l'approvazione. Opposizioni protestano e denunciano lo scarico sui gestori e canoni molto bassi.
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La giornata è quasi tutta dedicata a un decreto del Governo soprannominato "Salva-infrazioni" (il decreto-legge 131 del 2024, A.C. 2038-A). Serve a mettere in regola l'Italia con una serie di obblighi europei e a chiudere 16 procedure di infrazione, cioè i procedimenti con cui l'Unione Europea contesta a un Paese di non aver rispettato le sue regole e che possono portare a multe. La norma più discussa è quella che proroga al 2027 le concessioni delle spiagge ai gestori degli stabilimenti balneari. Il decreto tocca anche caccia e tutela degli animali, qualità dell'aria, diritti dei lavoratori e diritto d'autore. Si tratta solo della discussione iniziale: il voto vero arriverà nei giorni successivi.
In questa seduta non viene approvata nessuna legge. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, il senatore Luca Ciriani (Fratelli d'Italia), annuncia che il Governo chiederà la fiducia sul decreto: in pratica lega l'approvazione del testo, senza modifiche, alla propria sopravvivenza, così da farlo passare più in fretta e senza voto sui singoli emendamenti. Il voto di fiducia viene fissato per il giorno dopo, il 30 ottobre. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra) protestano perché questa scelta riduce lo spazio di discussione in aula. Per oggi, quindi, si registra solo l'avvio del percorso e l'approvazione del verbale della seduta precedente.
Il punto più caldo riguarda gli stabilimenti balneari. Le opposizioni accusano la maggioranza di centrodestra di aver promesso per anni che avrebbe difeso i gestori a Bruxelles (Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea) e di non esserci riuscita, lasciando comuni e imprenditori nel caos. Viene ricordato che lo Stato incassa dalle concessioni circa 100 milioni di euro l'anno a fronte di un giro d'affari del settore stimato in decine di miliardi, con casi di canoni molto bassi pagati da stabilimenti di lusso. Un deputato dei Cinque Stelle attacca anche la politica sulla caccia e sul divieto della carne coltivata del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, sostenendo che esporranno l'Italia a nuove sanzioni europee.
Prima del dibattito sul decreto, alcuni deputati sollevano due questioni di attualità. I Cinque Stelle e il Partito Democratico chiedono che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni venga a riferire urgentemente in aula sulla sicurezza informatica delle banche dati pubbliche, dopo le indagini di Milano su presunti accessi abusivi e dossier illegali ai danni delle istituzioni. Una deputata del Partito Democratico chiede invece al Governo di prendere posizione sulle elezioni in Georgia, contestate dagli osservatori internazionali, sottolineando il silenzio dell'Italia mentre tredici ministri degli Esteri europei avevano già espresso preoccupazione. Vengono inoltre annunciati l'arrivo in Parlamento della legge di bilancio per il 2025 (A.C. 2112) e di un altro decreto sul lavoro e sul PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea, A.C. 2119).
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