Seduta n. 205 del Senato della Repubblica, 03/07/2024.
Argomenti: decreto agricoltura, caporalato, ex Ilva Taranto, siccità, braccianti.
Il Senato ha discusso il decreto agricoltura con 600 milioni di euro per aiuti agli agricoltori, misure contro la siccità, norme sul caporalato e 150 milioni per l'ex Ilva di Taranto. Le opposizioni hanno criticato l'uso eccessivo dei decreti d'urgenza. Il voto di fiducia è stato rinviato al 4 luglio.
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Il Senato ha discusso il cosiddetto "decreto agricoltura", una legge del Governo che mette circa 600 milioni di euro per aiutare il settore agricolo, la pesca e alcune grandi aziende considerate strategiche per il Paese (DDL 1138, che trasforma in legge il decreto-legge n. 63 del 2024). Dentro c'è di tutto: aiuti agli agricoltori in difficoltà, lotta alle malattie degli animali e delle piante, misure contro la siccità, il divieto di mettere pannelli solari sui campi coltivati, norme contro lo sfruttamento dei lavoratori (il caporalato) e 150 milioni per tenere in piedi l'acciaieria ex Ilva di Taranto. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) ha difeso il provvedimento come una svolta per l'agricoltura. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra) hanno criticato il fatto che il Governo usi troppo spesso i decreti d'urgenza, mettendo insieme in un'unica legge argomenti molto diversi tra loro.
Le opposizioni avevano chiesto di bocciare in blocco il decreto prima ancora di esaminarlo, sostenendo che fosse incostituzionale (con una "questione pregiudiziale"). Il Senato ha respinto questa richiesta, quindi la discussione è andata avanti. Il resoconto non riporta i numeri esatti del voto. Alla fine il Governo ha posto la fiducia: significa che l'aula deve votare il testo così com'è, senza poterlo più modificare, e se la fiducia non passa il Governo cade. Il voto di fiducia vero e proprio è stato rinviato al giorno dopo, il 4 luglio. È stato anche annunciato l'arrivo di un nuovo decreto sui terremoti e il fenomeno del lento sollevamento del terreno (il bradisismo) nell'area dei Campi Flegrei, vicino a Napoli (DDL 1180).
Il dibattito si è acceso soprattutto sull'ex Ilva di Taranto: le opposizioni hanno accusato il Governo di mettere solo "toppe" senza un vero piano per il futuro della più grande acciaieria d'Europa, ricordando i problemi di inquinamento e di salute dei cittadini e una recente sentenza europea. Molto sentito anche il tema del caporalato, riacceso dalla morte del bracciante Satnam Singh, abbandonato dopo un grave incidente sul lavoro: tutti i gruppi l'hanno definito un omicidio. La senatrice Elena Cattaneo (gruppo Misto) ha difeso la ricerca scientifica in campo agricolo, ricordando un campo sperimentale di riso devastato da ignoti vicino a Pavia. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha parlato a lungo, rivendicando di aver stanziato per l'agricoltura più risorse di qualsiasi Governo degli ultimi trent'anni.
A fine seduta due senatori hanno preso la parola su argomenti diversi dal decreto. Una senatrice di Fratelli d'Italia ha denunciato le molestie subite da quattro giornalisti durante un evento del Pride a Milano, criticando il silenzio degli organizzatori. Il senatore Ivan Scalfarotto (Italia Viva) ha sollecitato per la seconda volta il ministro Adolfo Urso a rispondere a una sua richiesta di chiarimenti di gennaio sulla crisi di Confindustria Moda, l'associazione delle imprese italiane del settore moda e tessile.
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