Senato, seduta n. 231 del 15 ottobre 2024: Consiglio europeo, Ucraina e Medio Oriente

Seduta n. 231 del Senato della Repubblica, 15/10/2024.

Argomenti: Consiglio europeo, Ucraina e Medio Oriente, centri asilo Albania.

La presidente Meloni ha illustrato le posizioni italiane per il Consiglio europeo su guerra in Ucraina, crisi mediorientale e migrazioni. Il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza con dibattito acceso tra Governo e opposizioni, e ha definitivamente varato la legge contro lo sciacallaggio in calamità naturali.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 15 ottobre 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata è iniziata con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che è venuta in Senato a spiegare quali posizioni l'Italia avrebbe portato al Consiglio europeo, cioè la riunione dei capi di Governo dei Paesi dell'Unione Europea, previsto il 17 e 18 ottobre a Bruxelles (la città dove ha sede l'Unione Europea). I temi erano i grandi conflitti in corso: la guerra in Ucraina, la crisi in Medio Oriente, l'attacco subito dai militari italiani della missione di pace ONU in Libano (chiamata UNIFIL), poi la competitività delle imprese europee, le migrazioni e la situazione in Venezuela. Meloni ha anche rivendicato la nomina del ministro Raffaele Fitto a Vicepresidente della nuova Commissione europea. Dopo il suo discorso, i senatori dei vari partiti hanno preso la parola e poi hanno votato.

Cosa hanno deciso

Alla fine del dibattito il Senato ha approvato il documento di indirizzo presentato dalla maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), che fissava la linea da seguire al vertice europeo (in gergo è una "risoluzione", cioè un testo con cui il Parlamento dà istruzioni al Governo). Le proposte alternative presentate dalle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) non sono state messe ai voti, perché una volta approvato il testo della maggioranza, gli altri vengono automaticamente esclusi. Nel pomeriggio è stata approvata in via definitiva una nuova legge contro lo "sciacallaggio": d'ora in poi chi ruba approfittando di un disastro naturale, come un'alluvione o un terremoto, rischia pene più alte (legge nata da una proposta del centrodestra, DDL 778). Centrosinistra e Cinque Stelle hanno votato contro o si sono astenuti, sostenendo che la legge è scritta male e che quei furti erano già puniti.

Momenti notevoli

Il dibattito è stato molto acceso. Le opposizioni hanno accusato il Governo di parlare molto e ottenere poco in Europa; la maggioranza ha rivendicato un nuovo "protagonismo" italiano. Sul Medio Oriente, Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra hanno chiesto al Governo di fermare la vendita di armi a Israele e di riconoscere lo Stato di Palestina, cosa che il Governo non ha accettato. Ci sono stati momenti di tensione, con la presidente Meloni che ha avuto un duro scambio con una senatrice dei Cinque Stelle e ripetuti richiami all'ordine. A fine giornata un senatore di Italia Viva ha protestato perché una senatrice di Fratelli d'Italia aveva lasciato intendere che chi votava contro la legge sullo sciacallaggio stesse "dalla parte degli sciacalli".

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta un senatore del Partito Democratico ha ricordato che la giustizia ha assolto in via definitiva il sindaco di Bibbiano, al centro anni fa di una vicenda giudiziaria molto sfruttata politicamente, e ha chiesto a chi allora lo aveva attaccato (compresa la presidente Meloni) di chiedere scusa a quella comunità. Si è anche parlato molto della scelta del Governo di gestire alcuni richiedenti asilo in due centri costruiti in Albania: le opposizioni l'hanno definita una spesa enorme e inutile, mentre la maggioranza l'ha presentata come un modello che ora anche altri Paesi europei vogliono imitare.

Le leggi votate in questa seduta

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