Seduta n. 153 della Camera dei Deputati, 03/08/2023.
Argomenti: salario minimo, competenze non cognitive, oblio oncologico.
La Camera ha discusso di salario minimo, rinviando la decisione per 60 giorni dopo il voto della maggioranza. Approvate invece le proposte sulla scuola con le competenze non cognitive e sulla legge dell'oblio oncologico, che consente ai guariti dal cancro di non dichiarare la malattia per ottenere prestazioni finanziarie e lavorative.
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La giornata è ruotata attorno a tre temi. Il primo è il salario minimo: le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Azione e Verdi-Sinistra) avevano presentato insieme una proposta di legge per fissare per legge una paga oraria minima di 9 euro lordi (proposta del Movimento 5 Stelle e altri, A.C. 1275). La maggioranza di centrodestra ha chiesto invece di rinviarne la discussione. Il secondo tema è una proposta sulla scuola che vuole introdurre, in via sperimentale, le cosiddette "competenze non cognitive", cioè capacità come gestire le emozioni, lavorare in gruppo e relazionarsi con gli altri (proposta del deputato di Noi Moderati Maurizio Lupi, A.C. 418). Il terzo è l'oblio oncologico: una legge che vieta a banche, assicurazioni e datori di lavoro di chiedere informazioni sui tumori passati a chi è guarito da molti anni (testo unificato a partire dalla proposta della deputata Patrizia Marrocco, A.C. 249).
Sul salario minimo la maggioranza ha vinto il voto e ha ottenuto il rinvio della discussione per 60 giorni; il tema tornerà quindi in autunno e per ora non è stato deciso nulla nel merito. La proposta sulla scuola è stata approvata dalla Camera: passa ora al Senato. Il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle si sono astenuti (non hanno votato né a favore né contro) e i Verdi-Sinistra hanno votato contro, soprattutto perché la legge non stanzia nuovi fondi. La legge sull'oblio oncologico è stata approvata da tutti i gruppi, maggioranza e opposizione insieme, tra gli applausi e con l'Aula in piedi: anche questa passa ora al Senato. Prevede che, dopo 10 anni dalla fine delle cure (5 anni per chi si è ammalato prima dei 21 anni), un ex malato di tumore non debba più dichiarare la malattia per ottenere un mutuo, un'assicurazione, un lavoro o l'adozione di un bambino.
Il dibattito sul salario minimo è stato molto acceso. Le opposizioni hanno accusato il governo di "fuggire" da un problema reale, ricordando i milioni di lavoratori che, pur avendo un contratto, restano poveri. La maggioranza ha risposto che la strada giusta non è una paga imposta per legge, ma rafforzare gli accordi tra sindacati e imprese (la contrattazione collettiva) e abbassare le tasse sul lavoro. Dopo il voto ci sono state proteste dai banchi dell'opposizione, con grida di "Vergogna". Sulla scuola lo scontro tra Lega e Movimento 5 Stelle si è acceso sul giudizio verso il ministro dell'Istruzione. Tutt'altro clima sull'oblio oncologico: deputati di partiti opposti hanno raccontato storie di persone guarite a cui era stato negato un mutuo o un'adozione, e più di un intervento si è chiuso con la commozione dell'Aula.
Negli interventi finali un deputato del Partito Democratico ha espresso solidarietà al sindaco di Bologna, dopo che un deputato di Fratelli d'Italia ne aveva criticato le parole sull'anniversario della strage del 2 agosto. Una deputata del Movimento 5 Stelle ha denunciato la grave carenza di medici al pronto soccorso di Agrigento, che assiste anche i migranti arrivati da Lampedusa. Una deputata di Fratelli d'Italia ha sollevato il problema degli allevatori di cozze di La Spezia, colpiti dall'aumento della temperatura del mare. Infine un deputato dei Verdi-Sinistra ha chiesto che il ministro per gli Affari europei torni in Aula a chiarire la gestione dei fondi del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea), perché alcune Regioni temono di vedersi tagliare risorse.
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