Seduta n. 152 della Camera dei Deputati, 02/08/2023.
Argomenti: bilancio parlamentare, strage Bologna 1980, neofascismo, reddito di cittadinanza, costi della politica.
La Camera approva il bilancio 2023 e discute di costi della politica. Nel 43° anniversario della strage di Bologna emerge lo scontro su responsabilità neofasciste e documenti ancora segreti. Question time su cittadinanza economica e ricerca.
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La giornata ha avuto tre temi principali. Il primo è stato il bilancio interno della Camera dei deputati: quanto ha speso nel 2022 e quanto prevede di spendere nel 2023 (i documenti tecnici si chiamano Doc. VIII, n. 1 e n. 2). Su questo i deputati hanno discusso e votato decine di richieste di impegno, chiamate "ordini del giorno", cioè inviti rivolti agli organi che gestiscono la Camera a fare qualcosa di concreto. Il secondo tema è stato la strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, di cui ricorreva il 43° anniversario, con due proposte (mozioni) sul rendere pubblici i documenti finora segreti. Nel pomeriggio si è poi svolto il "question time", cioè le domande dei deputati a cui i ministri rispondono subito in aula.
La Camera ha approvato sia il rendiconto delle spese 2022 sia il bilancio di previsione per il 2023, con il voto favorevole di tutti i gruppi, sia di maggioranza sia di opposizione. Sono stati approvati anche numerosi ordini del giorno, tra cui uno che invita a valutare regole sull'abbigliamento decoroso in aula e uno, a firma del capogruppo di Fratelli d'Italia (ODG 9/Doc. VIII, n. 2/53), per non reintrodurre alla Camera i vitalizi (le pensioni speciali degli ex parlamentari). Sulla strage di Bologna l'aula ha approvato la mozione del centrodestra (mozione 1-00173) e solo una parte di quella delle opposizioni (mozione 1-00144): è stata bocciata la parte che impegnava il Governo a garantire processi senza interferenze e che richiamava la matrice neofascista.
Il dibattito si è acceso più volte. Le opposizioni di centrosinistra (Cinque Stelle, Partito Democratico, Sinistra) hanno accusato la maggioranza di centrodestra di occuparsi di vitalizi, indennità e cravatte mentre toglieva il reddito di cittadinanza a migliaia di famiglie; la maggioranza ha replicato accusando le opposizioni di demagogia, cioè di promettere e gridare slogan per cercare consenso facile. Sul tema della strage di Bologna lo scontro è stato netto: le opposizioni hanno contestato al centrodestra di non aver scritto, nella propria mozione, che la strage ebbe matrice neofascista, come hanno ricordato lo stesso giorno il Presidente della Repubblica Mattarella e i tribunali. Alle 10,25, ora esatta dell'attentato del 1980, l'aula ha osservato un minuto di silenzio.
Molto spazio è andato ai costi della politica. Un deputato del Partito Democratico ha mostrato la propria busta paga per spiegare che l'indennità netta di un deputato è di circa 4.700 euro al mese, contestando chi parla di "stipendi d'oro". Si è discusso anche se affidare alcuni servizi della Camera a una società pubblica controllata (la cosiddetta "società in house"), per dare stipendi più dignitosi ai lavoratori esterni oggi sottopagati: l'opposizione di centrosinistra ha votato contro o si è astenuta, temendo assunzioni fuori dai concorsi pubblici. Nel pomeriggio i ministri hanno risposto alle domande dei deputati su reddito di cittadinanza, università e ricerca, ambiente ed energia.
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