Seduta n. 151 della Camera dei Deputati, 01/08/2023.
Argomenti: PNRR, fondi europei, riorganizzazione progetti, Ilva Taranto.
Il Governo presenta modifiche al PNRR con il via libera europeo per il pagamento di 18,5 miliardi. L'aula approva la risoluzione di maggioranza sulla riorganizzazione dei fondi europei mentre tutte le proposte dell'opposizione vengono bocciate.
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Il tema centrale è stato il PNRR, cioè il grande piano di investimenti e riforme finanziato dall'Unione Europea (sigla che sta per Piano nazionale di ripresa e resilienza). Il ministro Raffaele Fitto è venuto in aula a spiegare come il Governo vuole modificare il piano: spostare alcuni progetti, cambiare le scadenze e riorganizzare i fondi. Ha annunciato che la Commissione europea (l'organo dell'Unione Europea che controlla i conti) ha dato il via libera al pagamento della terza rata, da 18,5 miliardi di euro, e alle modifiche della quarta rata. Il Governo sostiene che nessun progetto viene cancellato: i soldi tolti dal PNRR a comuni e regioni, dice, saranno rimessi attraverso altri fondi europei.
L'aula ha votato cinque mozioni con cui i gruppi indicavano al Governo come comportarsi sul PNRR (in linguaggio tecnico si chiamano "risoluzioni"). È passata solo quella della maggioranza di centrodestra (risoluzione 6-00044), che approvava la linea del Governo, con 207 voti favorevoli e 110 contrari. Sono state invece bocciate tutte le proposte delle opposizioni: quella di Azione-Italia Viva (6-00043), quella del Partito Democratico (6-00045), quella di Alleanza Verdi e Sinistra (6-00046) e quella del Movimento 5 Stelle (6-00047). Nessuna legge è diventata definitiva oggi: si è trattato di un voto di indirizzo politico.
Il dibattito è stato molto teso. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Azione-Italia Viva, Alleanza Verdi e Sinistra e +Europa) hanno accusato il Governo di tagliare risorse a opere contro le frane e le alluvioni, agli asili nido, alla sanità e alle case per gli studenti, senza spiegare con precisione dove troverà i soldi sostitutivi. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha replicato che non ci sono tagli, ma solo uno spostamento di progetti che rischiavano di non essere completati in tempo. Nel pomeriggio l'aula ha respinto due richieste delle opposizioni (Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle) che chiedevano di fermare il decreto cosiddetto "salva-infrazioni" (DDL 1322) perché conteneva nuove norme sull'acciaieria Ilva di Taranto, ritenute pericolose per la salute e l'ambiente.
A fine seduta i deputati hanno sollevato altre questioni. Piero Fassino (PD) e Benedetto Della Vedova (+Europa) hanno chiesto al Governo di impegnarsi per la liberazione della leader birmana Aung San Suu Kyi, in carcere nel Myanmar. Un deputato del PD ha denunciato un possibile conflitto di interessi nelle nomine ai vertici di Sport e salute, la società pubblica che gestisce gli stadi e i fondi dello sport italiano. Una deputata del Movimento 5 Stelle ha chiesto che la ministra del Lavoro venga in aula a rispondere sulla cancellazione del reddito di cittadinanza. Sul decreto "salva-infrazioni" il Governo ha chiesto la fiducia, ma il voto vero e proprio è stato rinviato al giorno dopo.
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