Seduta n. 304 della Camera dei Deputati, 11/06/2024.
Argomenti: autonomia differenziata, sanità regionale, squilibri territoriali, sovraffollamento carceri, rischio sismico Campi Flegrei.
Seduta dominata dal dibattito sull'autonomia differenziata: l'opposizione contesta la riforma che darebbe più poteri alle regioni, temendo una frattura tra Nord e Sud, mentre la maggioranza la sostiene. Approvati due decreti su edilizia e sport-scuola. Tensioni in aula con proteste e gesti intimidatori.
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Il tema centrale della giornata è stata l'autonomia differenziata, cioè la legge che dà alle singole regioni più poteri su materie come sanità, scuola, energia e trasporti (DDL 1665). La proposta arriva dal Senato, che l'aveva già approvata, e ora tocca alla Camera. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione) sostengono che la riforma spacca il Paese, perché le regioni più ricche del Nord avrebbero servizi migliori di quelle del Sud. La maggioranza di centrodestra (in particolare la Lega, che porta avanti questa riforma da anni) risponde che dà più responsabilità ai territori e che il dibattito va fatto in aula. Nella prima parte della giornata si è anche discusso, in modo più rapido, di due decreti del Governo: uno sull'edilizia, chiamato "Salva casa", che semplifica le regole per sanare piccole irregolarità nelle abitazioni (DDL 1896), e uno su sport, scuola e università (DDL 1902).
Su questi due decreti le opposizioni avevano chiesto di bloccare tutto sostenendo che fossero in contrasto con la Costituzione, ma la Camera ha respinto entrambe le richieste. La maggioranza ha vinto con margini netti: sul "Salva casa" 156 voti contrari a 98 favorevoli, sul decreto sport e scuola 153 contrari a 52 favorevoli. Sull'autonomia differenziata non si è arrivati al voto finale. Le opposizioni hanno tentato due volte di rallentare i lavori, prima chiedendo di passare a un'altra legge e poi chiedendo di rimandare il testo in commissione per discuterlo meglio: entrambe le richieste sono state bocciate per pochi voti di scarto (32 e 33 voti). I deputati hanno poi cominciato a votare i primi emendamenti, cioè le proposte di modifica al testo presentate dalle opposizioni. Tutte e dodici quelle messe ai voti sono state respinte, con la maggioranza sempre attorno ai 155-160 voti contro circa 110-125 a favore. L'esame della legge è stato sospeso e rinviato al giorno successivo.
La giornata è stata segnata da forti tensioni. Una deputata dei Cinque Stelle ha letto in aula l'Inno di Mameli per protesta, scatenando reazioni ironiche dai banchi di Fratelli d'Italia. Poco dopo, un deputato del Partito Democratico ha denunciato di aver ricevuto un gesto intimidatorio da un deputato della Lega (un invito a "vedersi fuori"); la votazione in corso è stata annullata e poi rifatta, e il presidente di turno ha rinviato la verifica al filmato dell'aula. Fratelli d'Italia ha replicato chiedendo che dal giorno dopo si applichino senza eccezioni le regole di disciplina, fino all'espulsione dei deputati che disturbano. Più volte le opposizioni hanno collegato la loro richiesta di rallentare i lavori al risultato delle elezioni europee appena concluse, dove al Sud la maggioranza ha ottenuto meno consensi, e alla grande manifestazione contro l'autonomia organizzata dal sindacato CGIL a Napoli il 25 maggio.
La Camera ha commemorato Enrico Berlinguer, storico segretario del Partito Comunista Italiano, nel quarantesimo anniversario della morte, alla presenza delle figlie. È stato un momento di rara concordia: hanno preso la parola esponenti di quasi tutti i partiti, anche del centrodestra, con parole di rispetto. Nella prima parte della seduta il Vice Ministro della Giustizia ha risposto a interrogazioni e a una interpellanza dei parlamentari, cioè richieste di chiarimenti al Governo: una sulla prevenzione del rischio alluvioni in Liguria, una sul grave sovraffollamento delle carceri (in Italia ci sono circa 10.000 detenuti in più rispetto ai posti disponibili, con punte come il carcere di Modena pieno al 146%) e una sulla condizione di precarietà di circa 1.500 lavoratori che trascrivono gli atti dei processi. Infine, un deputato dei Cinque Stelle ha sollecitato il Governo a dare risposte alle oltre 550 famiglie sgomberate dalle proprie case nella zona dei Campi Flegrei, a Napoli, a causa del rischio sismico.
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