Seduta n. 305 della Camera dei Deputati, 12/06/2024.
Argomenti: autonomia differenziata, LEP - livelli essenziali prestazioni, devolution, regionalismo, centralismo.
La Camera ha approvato il primo articolo della legge sull'autonomia differenziata di Calderoli. Le opposizioni hanno respinto la riforma temendo penalizzazioni per il Sud. La seduta è stata tesa con espulsioni di deputati e rivendicazioni sulla bandiera italiana.
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Quasi tutta la giornata è stata dedicata alla legge sull'autonomia differenziata, voluta soprattutto dalla Lega e proposta dal ministro Roberto Calderoli (DDL 1665). È una riforma che permette a ogni regione di chiedere allo Stato di gestire da sola intere materie importanti come sanità, scuola e ambiente. I deputati hanno esaminato e votato decine di modifiche (gli "emendamenti", cioè le proposte di cambiare il testo) al primo articolo della legge. Nel pomeriggio l'aula ha anche affrontato le domande dei deputati ai ministri (il cosiddetto "question time", un momento in cui i ministri rispondono in diretta su temi di attualità) e ha commemorato Silvio Berlusconi a un anno dalla morte.
La Camera ha approvato il primo articolo della legge sull'autonomia differenziata, respingendo tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione). La legge non è ancora definitiva: l'esame continuerà nei giorni successivi. Il punto su cui le opposizioni si sono opposte di più è che mancano i soldi per garantire in modo uguale in tutta Italia i servizi essenziali, chiamati LEP (i livelli minimi di prestazioni, come scuola e sanità, che lo Stato deve assicurare a chiunque, ovunque viva). Le opposizioni temono che la riforma penalizzi soprattutto il Sud. Nel question time i ministri hanno risposto su temi pratici come la tessera elettorale digitale, gli sbarchi dei migranti, i tempi per avere il passaporto e gli stipendi degli insegnanti, ma non sono state prese decisioni vincolanti.
È stata una seduta molto tesa, interrotta più volte. Le opposizioni hanno accusato la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) di non voler difendere apertamente la riforma, intervenendo quasi solo per questioni di procedura. Dopo un intervento dell'ex ministro Roberto Speranza, molti deputati di opposizione hanno esposto la bandiera italiana cantando l'Inno di Mameli. La presidente ha espulso dall'aula un deputato della Lega, Domenico Furgiuele, e poco dopo un deputato dei Cinque Stelle, Leonardo Donno, che si era avvicinato con foga al banco del ministro Calderoli. A quel punto la riunione dei capigruppo ha deciso di rinviare il seguito della legge al giorno dopo.
Nel pomeriggio la Camera ha ricordato Silvio Berlusconi a un anno dalla scomparsa: hanno parlato esponenti di tutti gli schieramenti, con toni di elogio dalla maggioranza e un intervento del Partito Democratico che ne ha ricordato il ruolo storico pur rivendicando una visione politica opposta. Le opposizioni hanno inoltre chiesto che il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, venga a riferire in aula sul cosiddetto caso Cospito e sulla posizione del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, accusato di aver diffuso documenti riservati; la maggioranza ha respinto la richiesta, ricordando che è in corso un processo. La giornata si è chiusa con la commemorazione del senatore Stefano Bertacco da parte di un deputato di Fratelli d'Italia.
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