Camera, seduta n. 306 del 13 giugno 2024: violenza in parlamento, autonomia differenziata

Seduta n. 306 della Camera dei Deputati, 13/06/2024.

Argomenti: violenza in parlamento, autonomia differenziata, ordine dell'aula.

La seduta è stata dominata dalle conseguenze dell'aggressione a un deputato M5S durante il dibattito sulla riforma dell'autonomia regionale. Le opposizioni hanno chiesto di correggere il resoconto per denunciare l'accaduto, ma la maggioranza ha respinto la richiesta. Alla sera l'Ufficio di Presidenza ha sospeso undici deputati per i disordini in Aula.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Camera - seduta del 13 giugno 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Quasi tutta la mattinata è servita a litigare su come raccontare, nei documenti ufficiali, quello che era successo il giorno prima in Aula. Il 12 giugno, durante la discussione sulla riforma dell'autonomia delle Regioni (il disegno di legge sull'autonomia differenziata, DDL 1665), un deputato del MoVimento 5 Stelle, Leonardo Donno, era stato aggredito fisicamente mentre cercava di consegnare la bandiera italiana al ministro Roberto Calderoli. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa) hanno chiesto che il resoconto ufficiale parlasse di "aggressione" e non di "disordini". Hanno anche contestato il fatto che, il giorno prima, un deputato della Lega avesse mostrato i simboli della Decima MAS, un reparto militare che durante la Seconda guerra mondiale combatté a fianco dei nazisti.

Cosa hanno deciso

La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) non ha praticamente preso la parola durante la discussione. Quando si è votato, la richiesta delle opposizioni di correggere il resoconto, scrivendo la parola "aggressione", è stata respinta. Subito dopo, l'Aula ha approvato il resoconto così com'era. È stata bocciata anche la proposta di sospendere i lavori. In tutte e tre le votazioni il risultato è stato comunicato solo come scarto tra i voti (poco più di 40 voti di differenza), perché si è votato senza registrare i nomi dei singoli deputati. La riforma sull'autonomia delle Regioni, che era il vero motivo dello scontro, non è stata discussa: il suo esame è stato rinviato al 18 giugno.

Momenti notevoli

La seduta è stata interrotta più volte tra proteste, cori ("Vergogna", "Bella ciao") e l'esposizione del tricolore in Aula da parte di alcuni deputati. La mattina si è chiusa con un nulla di fatto e i lavori sono ripresi solo in serata, alle 19,10, con il presidente della Camera Lorenzo Fontana. È stato lui ad annunciare le punizioni decise dall'organo che governa l'Aula (l'Ufficio di Presidenza): sospensioni dai lavori parlamentari per undici deputati. La più lunga, 15 giorni, è andata al deputato della Lega che aveva ammesso pubblicamente di aver tentato di colpire il collega. Sanzioni più brevi (da 2 a 7 giorni) sono andate ad altri deputati sia della maggioranza sia dell'opposizione, compreso lo stesso Donno, che era stato aggredito.

Altri temi toccati durante la giornata

Durante gli interventi molti deputati hanno richiamato la memoria di Giacomo Matteotti, il deputato ucciso dai fascisti cento anni fa e commemorato in Aula poche settimane prima, e l'anniversario di una strage nazifascista del 1944. La seduta ha anche registrato le normali comunicazioni di routine: l'annuncio di due nuove proposte di legge depositate (una sulle liste elettorali, una sul lavoro occasionale degli studenti) e la trasmissione di decine di documenti dall'Unione Europea e dal Governo.

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