Seduta n. 367 della Camera dei Deputati, 17/10/2024.
Argomenti: occupazione femminile, parità di genere, conflitto Israele-Libano, UNIFIL, scontro metodo parlamentare.
La Camera ha approvato la mozione della maggioranza sulla parità di genere nel lavoro respingendo quasi tutti gli impegni dell'opposizione. Poi il ministro della Difesa ha comunicato gli attacchi israeliani alle basi UNIFIL in Libano dove sono stanziati militari italiani.
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La giornata ha avuto due temi principali. Il primo è stato la parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro: la Camera ha esaminato due documenti di indirizzo al Governo, cioè due testi con cui il Parlamento chiede all'esecutivo di muoversi in una certa direzione. Uno era una proposta unitaria di tutte le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra), la (Mozione 1-00326); l'altro una proposta della maggioranza di centrodestra (Mozione 1-00341). A metà mattina la discussione è stata interrotta per una comunicazione immediata del ministro della Difesa, Guido Crosetto, all'aula su un fatto grave appena accaduto: gli attacchi dell'esercito israeliano alle basi dei militari delle Nazioni Unite (la missione di pace UNIFIL) nel Sud del Libano, dove l'Italia ha oltre mille soldati.
Sulla parità di genere la Camera ha approvato la proposta della maggioranza (163 voti a favore, 113 contrari). La proposta delle opposizioni, invece, è stata quasi tutta respinta: il Governo aveva chiesto di riscriverne i punti e, davanti al rifiuto delle opposizioni, l'aula ha bocciato la gran parte dei suoi impegni, salvandone solo due (quelli su una cultura del lavoro più inclusiva e sull'inserimento delle donne con disabilità). In pratica restano in piedi soprattutto gli impegni che il centrodestra aveva già fatto propri. Nessuna nuova legge è stata varata oggi: le mozioni sono indicazioni politiche, non norme vincolanti. La Camera ha anche affidato a una commissione il compito di approvare direttamente quattro proposte di legge sulla salvaguardia della laguna di Orbetello (PdL 400, 1080, 1202 e 1286).
Lo scontro più acceso non è stato sui contenuti ma sul metodo. Le deputate dell'opposizione hanno accusato il Governo di aver "stravolto" la loro proposta riscrivendone quasi tutti i punti, definendolo un atto irrispettoso verso il loro ruolo. Nella sua replica, la deputata Barbara Polo (Fratelli d'Italia) ha fatto un elenco pubblico di quali colleghe avevano o non avevano collaborato al testo, scatenando le proteste delle opposizioni, tra cui quelle di Ettore Rosato e dell'ex presidente della Camera Laura Boldrini. Durante la comunicazione sul Libano il deputato Nicola Fratoianni (Sinistra) ha strappato un foglio in aula per imitare un gesto fatto all'ONU, e alla fine della seduta alcuni deputati dei Cinque Stelle hanno esposto cartelli con la scritta "Stop al genocidio", che la Presidenza ha fatto rimuovere.
Nel dibattito sul Libano tutti i gruppi hanno ringraziato i militari italiani e definito "inaccettabili" gli attacchi alle basi delle Nazioni Unite. Le opposizioni hanno però chiesto al Governo gesti più concreti verso il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, come sanzioni e lo stop alla vendita di armi; la maggioranza ha difeso l'amicizia con Israele e la linea del ministro Crosetto, secondo cui la missione di pace va rafforzata e non ritirata. Sono stati ricordati anche dati economici: in Italia lavora circa una donna su due (tasso di occupazione femminile intorno al 53 per cento, tra i più bassi d'Europa) e una lavoratrice su cinque lascia il lavoro dopo il primo figlio. A fine seduta sono arrivate richieste su altri temi, dalla mancata relazione annuale sull'aborto a un caso di revoca del permesso di soggiorno a un cittadino straniero per opinioni politiche.
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