Seduta n. 247 del Senato della Repubblica, 28/11/2024.
Argomenti: concordato preventivo biennale, bonus famiglie, ferrovie e strade, riordino sanità, tensioni di maggioranza.
Il Senato ha approvato un decreto economico-fiscale con misure su concordato fiscale, bonus alle famiglie, infrastrutture e riordino della sanità. La giornata è stata segnata da tensioni nella maggioranza su emendamenti respinti e critiche delle opposizioni sulla mancanza di urgenza e risorse.
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Il punto centrale della giornata è stato un decreto del Governo in materia economica e fiscale, pensato per accompagnare la prossima legge di bilancio (DDL 1274). Dentro c'erano misure molto diverse tra loro: la riapertura del cosiddetto concordato preventivo biennale (un accordo con il Fisco per pagare in anticipo un importo concordato), l'allargamento del bonus da 100 euro per le famiglie con figli, il rinvio di alcuni versamenti per le partite IVA, soldi per le ferrovie e le strade, fondi per gli straordinari di polizia e vigili del fuoco e una nuova ripartizione tra le Regioni dei rimborsi dovuti dalle aziende farmaceutiche. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) lo ha difeso come un passo verso la riduzione delle tasse al ceto medio. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra) lo hanno definito un decreto che mette insieme troppe cose diverse, senza vera urgenza e con poche risorse. Nella stessa seduta i senatori hanno anche approvato i conti interni del Senato (le spese del 2023 e il bilancio per il 2024).
Il decreto economico-fiscale è diventato legge. Il Governo ha chiesto la fiducia, cioè ha legato l'approvazione del testo alla propria permanenza in carica, impedendo modifiche; il Senato ha votato a favore con 100 sì, 46 no e 1 astenuto. Con questo voto tutte le proposte di modifica presentate sono cadute automaticamente. I senatori hanno inoltre approvato i due documenti sui conti interni del Senato, votati con il favore sia della maggioranza sia delle opposizioni. Infine l'aula ha eletto un nuovo senatore Segretario, una carica interna dell'organizzazione del Senato: con voto segreto è stato scelto il senatore Marco Lombardo del Gruppo Misto, con 78 voti.
La giornata è stata segnata da uno scontro dentro la maggioranza, raccontato anche dai giornali. In commissione era stato bocciato un emendamento della Lega che voleva ridurre il canone RAI di circa 20 euro; le opposizioni hanno fatto notare che quei soldi sarebbero stati comunque pagati da tutti i cittadini, perché tolti dai fondi delle ferrovie e poi restituiti alla RAI. A quella bocciatura era seguita una contro-bocciatura di un emendamento di Forza Italia sulla sanità in Calabria. Sia il centrosinistra sia Italia Viva hanno parlato di una maggioranza divisa; il centrodestra ha replicato rivendicando la stabilità e i conti in ordine apprezzati dall'Unione Europea. In apertura c'era stato anche un duro botta e risposta tra un senatore del Partito Democratico e uno di Fratelli d'Italia su un post pubblicato sui social dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove.
Diversi senatori hanno parlato del costo della politica e del lavoro di chi opera in Senato, chiedendo regole più chiare e tutele per i collaboratori dei parlamentari e per i lavoratori delle ditte esterne. Le opposizioni hanno insistito su salari fermi, liste d'attesa nella sanità e crisi industriali (tra cui Stellantis e Beko), chiedendo che il ministro delle Imprese Adolfo Urso venga a riferire in aula. È stato ricordato che il giorno seguente era previsto uno sciopero generale. A fine seduta, una senatrice di Italia Viva ha commentato la conferma in appello dell'ergastolo per l'assassino di Lorena Quaranta, e un senatore del Partito Democratico ha espresso solidarietà ai giornalisti de «la Repubblica» dopo le parole del presidente della Regione Lazio.
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