Seduta n. 248 del Senato della Repubblica, 03/12/2024.
Argomenti: decreto flussi, caporalato, paesi sicuri, Stellantis, autonomia differenziata.
Il Senato ha discusso il decreto flussi sull'immigrazione e respinto tre richieste di blocco delle opposizioni per violazione costituzionale. La seduta ha toccato anche la crisi di Stellantis e ha registrato un cambio nel Governo con l'entrata del ministro Foti.
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Il tema centrale della giornata è stato il cosiddetto "decreto flussi" del Governo, cioè un insieme di nuove regole sull'immigrazione (la conversione in legge del decreto-legge n. 145 del 2024, A.S. 1310). Il decreto tocca molti aspetti: l'ingresso di lavoratori stranieri, la lotta al caporalato (lo sfruttamento dei braccianti), i salvataggi in mare, l'elenco dei "Paesi sicuri" da cui è più facile respingere chi chiede asilo e i ricongiungimenti familiari. Il testo era già stato approvato dalla Camera e arrivava al Senato pochi giorni prima della scadenza, quindi senza tempo per essere modificato. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e la Sinistra) hanno protestato sia per i contenuti, sia per il metodo. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) ha difeso il decreto come un risultato importante.
In questa seduta il decreto non è stato approvato in via definitiva: la discussione è stata rinviata a un altro giorno. Il Senato ha però votato e respinto tre richieste delle opposizioni di non esaminare nemmeno il provvedimento (in gergo si chiamano "questioni pregiudiziali": proposte di bloccare il testo perché ritenuto contrario alla Costituzione). Le tre richieste sono state messe insieme in un unico voto e bocciate. Le opposizioni sostenevano che il decreto violi diversi articoli della Costituzione, per esempio permettendo ai questori di controllare i telefoni dei migranti, anche minorenni, senza l'autorizzazione di un giudice. La maggioranza ha replicato che il decreto serve a fermare le frodi sugli ingressi per lavoro e che gli sbarchi sono in calo.
La discussione è stata molto accesa, con proteste dai banchi dell'opposizione e richiami all'ordine da parte di chi presiedeva. Una senatrice del Partito Democratico ha annunciato che, insieme ad altri colleghi, presenterà un ricorso alla Corte costituzionale per difendere il ruolo del Parlamento, accusando il Governo di averlo messo da parte. Lo stesso giorno la Corte costituzionale aveva bocciato gran parte della legge sull'autonomia differenziata delle Regioni, e le opposizioni vi hanno fatto riferimento. È stato comunicato anche un cambio nel Governo: il ministro Raffaele Fitto si è dimesso ed è entrato il nuovo ministro Tommaso Foti.
Prima del dibattito sull'immigrazione, tutti i gruppi hanno discusso la crisi dell'azienda automobilistica Stellantis (l'erede della FIAT), dopo le dimissioni del suo amministratore delegato. Maggioranza e opposizione hanno chiesto insieme che il presidente John Elkann e il ministro delle Imprese vengano a riferire in Parlamento, per capire se la produzione resterà in Italia e quanti posti di lavoro sono a rischio. A fine seduta, due senatori hanno toccato temi di attualità: il ricordo di un anziano proiezionista di cinema di un piccolo paese trentino e l'allarme per l'aumento dei contagi da HIV tra gli adolescenti, in occasione della Giornata mondiale contro l'AIDS del 1° dicembre.
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