Senato, seduta n. 258 del 28 dicembre 2024: legge di bilancio 2025, cuneo fiscale, voto di fiducia

Seduta n. 258 del Senato della Repubblica, 28/12/2024.

Argomenti: legge di bilancio 2025, cuneo fiscale, voto di fiducia, spread italiano.

Il Senato ha approvato la legge di bilancio 2025 con voto di fiducia. La manovra prevede tagli alle tasse sul lavoro, aiuti alle famiglie, aumento delle pensioni minime e sostegno al Sud. La maggioranza di centrodestra ha votato a favore, le opposizioni contro.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 28 dicembre 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha affrontato un solo grande tema: la legge di bilancio per il 2025, cioè la manovra economica che decide come lo Stato incassa e spende i soldi nell'anno nuovo (DDL 1330). Il testo era già stato approvato dalla Camera e arrivava al Senato per il via libera definitivo, senza più possibilità di modifiche. Il Governo aveva legato l'approvazione a un voto di fiducia: in pratica, chiedeva ai senatori di confermare il proprio sostegno, altrimenti il Governo sarebbe caduto. I temi al centro: il taglio delle tasse sul lavoro (il "cuneo fiscale"), gli aiuti alle famiglie, le pensioni minime e il sostegno al Sud.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato la manovra. Prima ha votato la fiducia sull'articolo 1: 112 senatori a favore, 67 contrari, 1 astenuto, su 180 votanti. Poi ha dato il via libera definitivo all'intera legge di bilancio. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i centristi) ha votato a favore, difendendo una manovra descritta come prudente, che tiene i conti in ordine e riduce le tasse sui redditi medio-bassi. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) hanno votato contro o si sono astenute. La legge di bilancio è quindi entrata in vigore.

Momenti notevoli

Il momento più acceso è stato lo scontro tra il presidente del Senato Ignazio La Russa e il senatore Matteo Renzi, durante un intervento trasmesso in diretta televisiva: Renzi ha protestato per i rumori in Aula e si è rivolto al Presidente in modo provocatorio, scatenando vivaci reazioni. Renzi ha anche denunciato una norma che, a suo dire, sarebbe stata scritta apposta contro di lui, per limitare i guadagni extra dei parlamentari. Le opposizioni hanno accusato il Governo di aver svuotato il ruolo del Parlamento, facendo discutere e votare la manovra di fatto in una sola Camera. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non era presente in Aula, e diversi senatori dell'opposizione gliene hanno fatto una critica.

Altri temi toccati durante la giornata

Nei discorsi sono emersi molti argomenti oltre ai numeri della manovra. La maggioranza ha rivendicato la stabilità dell'Italia rispetto alle difficoltà di Francia e Germania, e il miglioramento dello "spread" (la differenza di interessi che lo Stato paga sul debito rispetto alla Germania: più è basso, più i mercati si fidano dell'Italia). Le opposizioni hanno denunciato crescita economica debole, lavoro precario, sanità e scuola sottofinanziate e diseguaglianze in aumento. Sono stati richiamati anche i centri per migranti in Albania, il Ponte sullo Stretto di Messina, la crisi dell'industria dell'auto e la guerra in Ucraina. Il Senato è poi stato aggiornato all'8 gennaio 2025.

Le leggi votate in questa seduta

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