Seduta n. 257 del Senato della Repubblica, 27/12/2024.
Argomenti: legge di bilancio 2025, manovra finanziaria, debito pubblico, liste di attesa sanitarie, Ponte sullo Stretto.
Il Senato ha discusso e votato la legge di bilancio 2025 in tempi stretti, approvando gli articoli tecnici della manovra senza poter modificarla. La seduta è stata caratterizzata da forti scontri tra maggioranza e opposizioni sui tagli a scuola, sanità e Sud, e sulla scelta di finanziare il Ponte sullo Stretto.
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Il Senato ha dedicato quasi tutta la giornata alla legge di bilancio per il 2025, cioè la legge che decide come lo Stato incassa e spende i soldi nell'anno nuovo (la cosiddetta manovra, DDL 1330). La legge era già stata approvata dalla Camera ed è arrivata al Senato solo il 23 dicembre. Per i tempi stretti, i senatori non hanno potuto modificarla: potevano solo discuterne e poi votarla così com'era. Questo punto ha fatto molto arrabbiare le opposizioni, che hanno parlato di un Parlamento svuotato del suo ruolo. Prima di iniziare, tutti i gruppi hanno espresso solidarietà alla giornalista italiana Cecilia Sala, arrestata in Iran.
Nel corso della giornata il Senato ha approvato, uno dopo l'altro, gli articoli di una parte tecnica della manovra (gli articoli dal 2 al 21, quelli che fissano le previsioni di spesa dei vari ministeri). Lo stenografico dice ogni volta che "il Senato approva", ma non riporta i numeri esatti dei voti, quindi qui non vengono indicati. Il Movimento 5 Stelle ha votato contro. Il voto vero e proprio sull'intera legge non è avvenuto in questa giornata: il Governo ha chiesto la fiducia (cioè ha legato l'approvazione della legge alla propria sopravvivenza, impedendo modifiche), e il voto decisivo è stato rinviato al giorno dopo, sabato 28 dicembre.
Il dibattito è stato lungo e molto acceso, con scambi duri tra maggioranza e opposizione. Il centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) ha difeso la manovra come prudente e attenta ai conti pubblici, rivendicando il taglio delle tasse sul lavoro per i redditi medio-bassi e l'aumento dei fondi per la sanità. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Italia Viva e Azione) e il Movimento 5 Stelle hanno accusato il Governo di non avere un piano per far crescere il Paese, di tagliare risorse a scuola, enti locali e Sud, e di spendere miliardi per il Ponte sullo Stretto invece che per servizi essenziali come acqua, asili e strade. Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha replicato difendendo la "prudenza" dei conti, ricordando il peso lasciato dal vecchio bonus edilizio (il superbonus) e i circa 90 miliardi di interessi sul debito da pagare. Una votazione (quella sull'articolo 6) è stata annullata e subito rifatta.
Al di là dei numeri, molti interventi hanno toccato temi che riguardano la vita quotidiana: le lunghe liste di attesa nella sanità pubblica, gli stipendi fermi da anni, la crisi dell'industria dell'auto e i posti di lavoro a rischio, e l'aumento delle persone in povertà. È stato citato più volte il debito pubblico molto alto del Paese (il debito è la somma che lo Stato ha preso in prestito e deve ancora restituire). In chiusura il Senato ha annunciato l'arrivo di un altro provvedimento, quello che proroga l'invio di mezzi militari all'Ucraina (DDL 1335), e ha ricordato due escursionisti trovati morti sul Gran Sasso.
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