Seduta n. 392 della Camera dei Deputati, 04/12/2024.
Argomenti: decreto fiscale, bonus Natale, crisi auto Stellantis, concordato preventivo, settore manifatturiero.
La Camera ha convertito un decreto fiscale con la fiducia del Governo, che prevede rinvio delle tasse per partite IVA, ampliamento del bonus di Natale e riapertura del concordato. Nel pomeriggio dibattito su sicurezza, migranti e crisi industriali con focus su settore auto e aziende in difficoltà.
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La giornata ha avuto due parti. Nel pomeriggio i deputati hanno rivolto domande dirette a due ministri: il ministro dell'Interno e il ministro delle Imprese. Le domande hanno toccato temi di cronaca: la sicurezza a Napoli e le baby gang, gli aggressori del personale sanitario negli ospedali, i centri per migranti costruiti in Albania e diverse fabbriche in crisi (Beko, Berco, Piaggio Aerospace, il settore della moda e l'indotto dell'auto legato a Stellantis). Nella seconda parte l'aula si è concentrata sul cuore politico della seduta: la trasformazione in legge di un decreto del Governo sui temi fiscali ed economici, già approvato dal Senato (il cosiddetto decreto fiscale, DDL 2150). Il decreto contiene, tra le altre cose, il rinvio di una rata delle tasse per le partite IVA, l'estensione del bonus di Natale da 100 euro a molte più famiglie e la riapertura di un accordo con il fisco chiamato concordato preventivo (in pratica, mettersi d'accordo in anticipo con lo Stato su quanto pagare).
Sul decreto fiscale il Governo ha chiesto la fiducia: significa che i deputati non votavano i singoli punti, ma dicevano sì o no al Governo nel suo complesso, senza poter cambiare il testo. La Camera ha dato la fiducia con 192 voti a favore, 112 contrari e 3 astenuti. Il voto vero e proprio per approvare la legge è stato però rinviato al giorno dopo, il 5 dicembre. Nella serata i deputati hanno poi votato 37 "ordini del giorno", cioè impegni che chiedono al Governo di fare qualcosa in futuro: alcuni sono stati approvati (per esempio uno per sostenere il settore della moda e uno che chiede di legare gli aiuti pubblici a Stellantis alla produzione in Italia), molti altri respinti.
Il confronto più acceso è stato sul caso di un'azienda dell'indotto auto vicino a Napoli (Trasnova): una deputata del Movimento 5 Stelle ha accusato il ministro delle Imprese di non prendere sul serio il rischio licenziamenti e di sorridere mentre lei parlava. Durante le dichiarazioni di voto, un deputato di Alleanza Verdi e Sinistra ha interrotto il tema fiscale per parlare della morte di alcuni bambini a Gaza, chiedendo al Governo una parola chiara di condanna. In tarda serata è arrivata una notizia politica: il Presidente della Repubblica ha accettato le dimissioni di un Vice Ministro alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami. La seduta è stata anche segnata da ripetuti problemi ai microfoni dell'aula.
Le opposizioni hanno criticato il metodo: dicono che il Governo usa troppo spesso la fiducia, riducendo lo spazio del Parlamento, e che questo decreto è cresciuto da 11 a 28 articoli infilandoci dentro altre norme. Diversi interventi hanno parlato della crisi dell'auto e delle dimissioni del capo di Stellantis, Carlos Tavares, e della tenuta dei conti pubblici: il debito dello Stato resta sotto osservazione delle istituzioni europee, cioè di Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea. Alla fine della seduta, fuori dai temi economici, una deputata ha sollevato il problema dei cani tenuti a catena e della mancanza di una legge nazionale uniforme che lo vieti.
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