Seduta n. 391 della Camera dei Deputati, 03/12/2024.
Argomenti: concorrenza e mercato, crisi automobilistica, autonomia regionale, PNRR.
La Camera approva definitivamente la legge sulla concorrenza con i voti della maggioranza di centrodestra. Nel corso della giornata emergono altre questioni urgenti: la crisi di Stellantis con le dimissioni del CEO, il ricorso della Corte costituzionale sulla legge sull'autonomia differenziata e la nomina del nuovo ministro Foti agli Affari europei.
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Il tema principale è stato l'approvazione definitiva della cosiddetta "legge sulla concorrenza", una legge che il Governo deve presentare ogni anno per aprire di più alla concorrenza alcuni settori dell'economia e proteggere i consumatori (DDL 2022-A). Questa legge serve anche a rispettare un impegno preso con l'Europa nell'ambito del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea in cambio di riforme), con una scadenza fissata al 31 dicembre 2024. Quest'anno la legge interviene soprattutto sulle concessioni autostradali, sui buoni pasto, sui taxi e sugli autisti a noleggio (NCC) e sulle nuove imprese tecnologiche (le start-up). All'inizio della giornata i deputati hanno anche posto due domande dirette al Governo, una sui ritardi della giustizia civile e una sulle divise della polizia nelle carceri per minorenni.
La Camera ha approvato in via definitiva la legge sulla concorrenza. Hanno votato a favore 166 deputati, contro 117, nessun astenuto: ha vinto la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati). Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) hanno votato contro, accusando il Governo di non favorire davvero la concorrenza: criticano in particolare il rinvio di due anni di una riforma sulla sanità privata e un tetto fissato per legge alle commissioni sui buoni pasto. Una seconda legge importante, quella che trasforma in legge il "decreto fiscale" del Governo (DDL 2150), è stata solo iniziata a discutere: il voto è rimandato a giorni successivi.
Durante la seduta è stata annunciata la nomina di un nuovo ministro, Tommaso Foti, agli Affari europei e al PNRR, al posto di Raffaele Fitto, andato a Bruxelles (Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea) come vicepresidente della Commissione europea. Nel pomeriggio molti deputati delle opposizioni hanno chiesto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro Adolfo Urso venissero in aula a riferire con urgenza sulla crisi di Stellantis (il grande gruppo dell'auto), dopo le dimissioni dell'amministratore delegato Carlos Tavares e la notizia di una sua liquidazione da 100 milioni di euro, mentre migliaia di lavoratori sono in cassa integrazione. Le opposizioni hanno chiesto che il presidente di Stellantis, John Elkann, venga audito in Parlamento.
Diversi deputati hanno chiesto un'altra comunicazione urgente del Governo dopo che la Corte costituzionale, proprio quel giorno, ha bocciato gran parte della legge sull'autonomia differenziata (la legge che voleva dare più poteri alle singole regioni, voluta dal ministro Roberto Calderoli). Secondo i deputati che hanno parlato, la Corte ha stabilito che molte materie importanti, come istruzione, energia, porti e aeroporti, devono restare allo Stato. Una deputata dei Cinque Stelle ha inoltre chiesto chiarimenti su un'inchiesta giornalistica riguardante i presunti legami finanziari tra un'associazione antiabortista e un movimento di estrema destra. Tutte queste richieste sono state girate dal presidente di turno al Governo, che dovrà decidere se e quando rispondere.
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