Seduta n. 390 della Camera dei Deputati, 02/12/2024.
Argomenti: diritti dei giudici onorari, stipendi magistratura, carenza di giudici.
La Camera esamina la proposta del Governo sui diritti dei giudici onorari, magistrati non dipendenti dello Stato che attualmente non godono di ferie, maternità e pensione. La legge mira a garantire loro stipendi e contributi regolari, rispondendo alle critiche dell'Unione Europea. La maggioranza si dichiara soddisfatta; le opposizioni chiedono correzioni sui salari e sottolineano la carenza di giudici nel sistema.
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La Camera ha cominciato a esaminare una proposta del Governo sui giudici onorari (DDL 1950). I giudici onorari sono magistrati che non hanno una carriera fissa da dipendenti dello Stato, ma vengono incaricati a tempo e pagati a giornata; in pratica reggono buona parte della giustizia quotidiana, come le cause minori e molti processi penali. Da anni l'Unione Europea contesta all'Italia di non riconoscere a queste persone diritti normali del lavoro: ferie, maternità, malattia, pensione. La nuova legge punta proprio a dare loro questi diritti, fissando uno stipendio annuo (circa 58.000 euro per chi sceglie di lavorare solo come giudice, circa 25.000 per chi continua anche un'altra professione) e regole su orari e contributi.
In questa giornata non hanno deciso nulla di definitivo: è stata solo la prima discussione generale, una specie di apertura del dibattito. Il voto vero e proprio, con le eventuali modifiche, è rimandato ai giorni successivi. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi Moderati) si dice molto soddisfatta e parla di una promessa mantenuta dopo anni di attesa. Le opposizioni di centrosinistra non hanno votato contro nemmeno in commissione, ma chiedono correzioni: il Partito Democratico vuole alzare lo stipendio di chi fa anche un altro lavoro e rendere gratuito il passaggio dei contributi alla pensione; il Movimento 5 Stelle avverte che la legge sistema gli stipendi ma non risolve il problema vero, cioè che mancano moltissimi giudici (ne è in servizio solo poco più di un terzo di quelli previsti).
Il deputato Raffaele Fitto ha lasciato il suo posto in Parlamento e anche il suo incarico di ministro perché è diventato uno dei vicepresidenti della Commissione europea, cioè il governo dell'Unione Europea che ha sede a Bruxelles. Al suo posto in Aula è entrato un nuovo deputato di Fratelli d'Italia, Antonio Maria Gabellone, accolto con un applauso. Nelle stesse ore un altro esponente di Fratelli d'Italia, Tommaso Foti, stava giurando come nuovo ministro.
Durante il dibattito è stato ricordato l'allarme degli avvocati di Napoli, che per il 13 dicembre 2024 avevano proclamato una giornata di sciopero contro quella che definiscono la paralisi della giustizia. Il timore, spiegato in Aula, è che dall'ottobre 2025 i giudici di pace si trovino a gestire molti più processi senza avere abbastanza personale, con il rischio di lasciare scoperti spazi che la criminalità organizzata potrebbe sfruttare. La Camera ha inoltre ricevuto dal Senato un decreto urgente su misure economiche e fiscali e a favore degli enti locali, che sarà discusso nei giorni seguenti.
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