Seduta n. 389 della Camera dei Deputati, 28/11/2024.
Argomenti: legge sulla concorrenza, concessioni balneari, sanità privata, noleggi con conducente, appalti pubblici.
La Camera ha discusso la legge sulla concorrenza 2023, votando 50 ordini del giorno su temi come concessioni balneari, sanità privata, taxi e noleggi con conducente. Il voto definitivo è rinviato a dicembre. La maggioranza ha approvato i propri inviti al Governo, respingendo quasi tutti quelli dell'opposizione.
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La giornata è stata quasi tutta dedicata a una grande legge sulla concorrenza, cioè un provvedimento che serve a rendere più aperti e competitivi diversi mercati (la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, DDL 2022). I deputati non hanno ancora votato la legge in via definitiva: quel voto è stato rinviato a martedì 3 dicembre. In questa seduta hanno invece esaminato e votato 50 "ordini del giorno", cioè inviti al Governo a impegnarsi su singoli temi (non sono norme che diventano subito legge, ma indicazioni politiche). I temi toccati vanno dalle concessioni autostradali alle spiagge in concessione (i balneari), dalla sanità privata ai taxi e ai noleggi con conducente.
La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha approvato gli inviti al Governo presentati dai propri deputati e ha respinto quasi tutti quelli delle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Verdi e Sinistra). Tra gli inviti approvati, uno chiede più risorse per finire le opere pubbliche bloccate dal caro materiali e uno chiede controlli sulle occupazioni abusive di spazi pubblici da parte dei locali. Tra quelli respinti, le opposizioni chiedevano tutele per i lavoratori della sanità privata, regole più severe contro il lavoro sottopagato negli appalti e maggiore concorrenza nelle concessioni delle spiagge. Nessuna legge è diventata definitiva oggi: si è trattato di un passaggio intermedio.
È emerso uno scontro dentro la stessa maggioranza sul tema dei noleggi con conducente (gli NCC): un deputato del Partito Democratico ha ricordato che alcuni esponenti di Forza Italia avevano criticato pubblicamente l'obbligo di sosta di 20 minuti tra una corsa e l'altra, ma poi in aula la maggioranza ha votato per mantenerlo. Acceso anche il confronto sulla sanità privata, con accuse al Governo di favorire le cliniche private a scapito del servizio pubblico. Un invito al Governo è decaduto perché il deputato che lo aveva presentato era assente in aula. Durante alcuni voti diversi deputati hanno segnalato di aver sbagliato a premere il pulsante.
Fuori dall'argomento principale, i deputati hanno chiesto al Governo di venire a riferire in aula su più vicende: la crisi del cinema italiano dopo che un tribunale amministrativo ha sospeso le nuove regole sugli incentivi (chiesta un'informativa al Ministro della Cultura Giuli); le minacce della camorra a tre giornalisti in Campania (rivolta al Ministro dell'Interno Piantedosi); e il blocco di alcuni concorsi pubblici nei Ministeri dell'Agricoltura e della Difesa dopo una sentenza, su cui è stato chiamato in causa il ministro Paolo Zangrillo. A fine seduta sono stati ricordati anche i tagli ai fondi per gli asili nido nel Lazio, l'anniversario dell'abolizione della pena di morte in Toscana, un accordo sindacale contestato a Poste Italiane e il nuovo blocco della produzione Stellantis nello stabilimento di Mirafiori a Torino.
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