Seduta n. 241 del Senato della Repubblica, 11/11/2024.
Argomenti: riforma forze dell'ordine, vittime del dovere, migranti Albania, conflitto politica-magistratura, Giubileo 2025.
Il Senato ha approvato la riorganizzazione di polizia, forze armate e vigili del fuoco con nuove norme sulla formazione, tutela delle vittime del dovere e misure per il Giubileo 2025. Intense controversie sulla magistratura dopo il rinvio in Italia dei migranti da un tribunale europeo.
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Il Senato ha esaminato e poi approvato una legge proposta dal Governo che riorganizza polizia, forze armate e vigili del fuoco (DDL 1053). Il testo, partito con cinque articoli, in commissione era cresciuto fino a diciannove. Cambia molte regole interne: per esempio i nuovi poliziotti dovranno restare almeno quattro anni nella prima sede (due se è una sede disagiata), si accorciano i corsi di formazione, si aiutano i familiari di chi è morto o si è ammalato in servizio e si creano deroghe per gestire la sicurezza durante il Giubileo di Roma del 2025. Si istituisce anche una Giornata nazionale in ricordo delle vittime del dovere, cioè chi è morto svolgendo un servizio per lo Stato.
La legge è stata approvata in via definitiva al Senato. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati) ha votato a favore. Le opposizioni di centrosinistra si sono divise: Cinque Stelle e Italia Viva si sono astenuti, cioè non hanno votato né a favore né contro, dicendo che il provvedimento mette pochi soldi e non rende davvero più sicuro il Paese. Tutti gli emendamenti dell'opposizione (le proposte di modifica) sono stati respinti. In particolare è stata bocciata la richiesta di stanziare un milione di euro di borse di studio e tre milioni di sgravi fiscali per i figli e i familiari delle vittime del dovere: un punto su cui anche parte della maggioranza ha mostrato disagio. È stato invece tolto dalla legge l'articolo che trasformava in fondazione privata il fondo di assistenza della Polizia di Stato.
Durante la seduta è arrivata la notizia che il tribunale di Roma aveva rimesso a un giudice europeo il caso di sette migranti portati in Albania, rinviandoli di fatto in Italia. È scoppiato un duro scontro sul rapporto tra politica e magistratura. Le opposizioni hanno definito i centri per migranti in Albania uno spreco di centinaia di milioni di euro che non risolve nulla. La maggioranza ha accusato alcuni giudici di fare politica e di sostituirsi al Parlamento, con toni molto accesi. Un senatore della Lega ha persino detto che la prossima volta i migranti andrebbero portati a casa del giudice. La presidente di turno ha richiamato più volte l'Aula al rispetto, ricordando che non si era allo stadio.
A fine seduta una senatrice di Fratelli d'Italia ha denunciato lo sfregio ai murales milanesi dedicati a due testimoni della Shoah, parlando di antisemitismo crescente. Una senatrice del Partito Democratico ha invece segnalato la grave carenza di giudici e personale negli uffici giudiziari, sollevata anche dagli avvocati in piazza, e ha invitato la maggioranza ad abbassare i toni usati contro i magistrati e contro il sindaco di Bologna. Più senatori hanno espresso solidarietà agli agenti di polizia rimasti feriti in scontri di piazza a Bologna nei giorni precedenti.
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