Seduta n. 145 della Camera dei Deputati, 24/07/2023.
Argomenti: alluvioni, aiuti ai terremotati, decreto-legge, questione di fiducia, diritti umani.
La Camera ha discusso la conversione in legge del decreto su aiuti alle zone alluvionate del maggio 2023. Il Governo ha posto la questione di fiducia e il voto è stato rinviato al giorno seguente. Le opposizioni hanno protestato per l'annullamento di un emendamento.
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La giornata alla Camera è stata breve e quasi tutta dedicata alla procedura. Al centro c'era la legge che trasforma in legge definitiva il decreto del Governo sugli aiuti alle zone colpite dall'alluvione del maggio 2023 (DDL 1194). Il Governo ha posto la "questione di fiducia": in pratica ha chiesto ai deputati di votare il testo così come è, senza poter più cambiare nulla, legando il voto alla propria permanenza in carica. Il provvedimento riguarda centinaia di milioni di euro per la ricostruzione dei territori alluvionati.
In questa seduta non si è votato nulla. Dopo che il Governo ha chiesto la fiducia, i capigruppo dei partiti si sono riuniti e hanno deciso il calendario: il voto vero e proprio sulla fiducia, e poi quello finale sulla legge, si sarebbero tenuti il giorno dopo, martedì 25 luglio. La seduta è quindi servita soprattutto a fissare i tempi e a far emergere lo scontro politico sul metodo seguito.
Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra) hanno protestato con forza. Sostenevano che un loro emendamento, già approvato all'unanimità, fosse stato cancellato all'ultimo momento grazie a un parere del Ministero dell'Economia arrivato in ritardo. Per loro è stato un brutto segnale sul rispetto delle regole del Parlamento. La maggioranza di centrodestra, attraverso il presidente della commissione Ambiente, ha respinto le accuse, spiegando che il decreto andava convertito in fretta, entro fine luglio, per non perdere i fondi destinati alle zone alluvionate. La seduta è stata sospesa due volte.
A fine seduta, un deputato del Partito Democratico è intervenuto per festeggiare il ritorno in Italia di Patrick Zaki, lo studente egiziano legato all'Università di Bologna, definendolo una vittoria per i diritti umani. Ha colto l'occasione per ricordare anche la richiesta di giustizia per l'omicidio di Giulio Regeni. È stata inoltre annunciata, per il giorno successivo, la commemorazione dell'ex ministro Arnaldo Forlani.
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