Seduta n. 229 della Camera dei Deputati, 18/01/2024.
Argomenti: beni culturali, proteste climatiche, sanzioni amministrative.
La Camera ha approvato definitivamente la legge contro i danni ai beni culturali, che introduce una multa amministrativa fino a 60mila euro per chi imbratta o danneggia monumenti. Nel dibattito tensione tra maggioranza e opposizioni sulla legittimità della norma, già parcialmente esistente.
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La giornata è stata quasi tutta dedicata a una legge del Governo contro chi danneggia o imbratta monumenti, opere d'arte e beni culturali (DDL 1297, nato anche da una proposta del centrodestra, la proposta Bagnai A.C. 789). La legge nasce dopo le proteste degli attivisti per il clima, che in vari episodi hanno gettato vernice lavabile su edifici e statue. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha sostenuto che chi rovina un monumento deve pagare e che le proteste vanno fatte in altro modo. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra-Verdi) hanno risposto che una legge simile esiste già dal 2022 e che questa serve solo a colpire chi protesta.
La Camera ha approvato in via definitiva la legge sui danni ai beni culturali. Da ora, oltre alla pena penale già prevista, chi distrugge o imbratta un monumento rischia anche una multa amministrativa fino a 60.000 euro, decisa dal prefetto. Tutte le modifiche proposte dalle opposizioni sono state bocciate. Italia Viva e Azione si sono astenute (cioè non hanno votato né a favore né contro). Nel pomeriggio l'Aula ha poi approvato all'unanimità un secondo provvedimento, un accordo con San Marino per riconoscere a vicenda le decisioni dei giudici sulle pene alternative al carcere (DDL 924).
Il dibattito è stato molto teso. Le opposizioni hanno accusato il Governo di ipocrisia, ricordando che un sottosegretario alla Cultura è finito sotto indagine per vicende legate proprio a opere d'arte, mentre si inasprivano le pene per i giovani che protestano. La maggioranza ha replicato difendendo la tutela del patrimonio artistico italiano, che è tra i più ricchi al mondo. A metà seduta i lavori si sono interrotti per esprimere solidarietà a una deputata dei Cinque Stelle, aggredita a parole in una trasmissione televisiva dal sindaco di Terni: quasi tutti i gruppi hanno chiesto che la Rai non inviti più persone che usano un linguaggio violento.
La Camera ha condannato anche l'aggressione subita da una troupe del TG2. Un deputato del Partito Democratico ha ricordato un dibattito storico dell'Assemblea costituente del 1946 sul diritto di resistenza dei cittadini. Infine è stato annunciato che la settimana successiva si sarebbe discusso l'accordo tra Italia e Albania sui migranti, e che il giorno dopo l'Aula non avrebbe tenuto seduta.
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