Senato, seduta n. 84 del 5 luglio 2023: ministro Santanchè, crisi di governo, mozione di sfiducia

Seduta n. 84 del Senato della Repubblica, 05/07/2023.

Argomenti: ministro Santanchè, crisi di governo, mozione di sfiducia.

La seduta è stata dominata dall'informativa della ministra del Turismo Santanchè sulle accuse riguardanti le sue aziende. Maggioranza e opposizioni si sono confrontate sulla sua permanenza in carica, con il Movimento 5 Stelle che ha presentato una mozione di sfiducia.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 5 luglio 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Quasi tutta la seduta è stata dedicata a un solo tema: la ministra del Turismo Daniela Garnero Santanchè è venuta in aula a spiegare la sua posizione. Nelle settimane precedenti un programma televisivo e diversi giornali avevano sollevato accuse sulle sue aziende (i gruppi Visibilia e Ki Group): debiti verso i fornitori, dipendenti licenziati senza la liquidazione di fine rapporto e uso della cassa integrazione Covid per lavoratori che a loro dire avrebbero continuato a lavorare. Questa spiegazione del ministro all'aula su un fatto di attualità si chiama informativa. La ministra ha negato ogni illecito, ha detto di non essere indagata e ha attaccato il quotidiano «Domani», che proprio quella mattina aveva scritto di una presunta indagine ancora segreta nei suoi confronti.

Cosa hanno deciso

In questa seduta non si è votato nulla. La ministra ha parlato, i gruppi hanno risposto e la discussione si è chiusa senza alcun voto. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i centristi) ha confermato piena fiducia alla ministra, ripetendo che il Parlamento non è un tribunale e che le accuse si basano solo su inchieste dei giornali. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Sinistra) hanno invece chiesto le sue dimissioni. Alla fine del suo intervento, il Movimento 5 Stelle ha annunciato di aver presentato una richiesta formale di sfiducia, cioè un documento con cui si chiede all'aula di votare per costringere un singolo ministro a lasciare l'incarico (mozione di sfiducia n. 62). Quella richiesta sarà discussa e votata in una seduta successiva. Italia Viva e Azione hanno tenuto una posizione intermedia: niente richiesta di dimissioni, ma la decisione spetta alla ministra e alla presidente del Consiglio.

Momenti notevoli

Il momento più acceso è arrivato con l'intervento del Movimento 5 Stelle: i suoi senatori si sono alzati in piedi per applaudire alcuni ex dipendenti delle aziende della ministra presenti in tribuna, scandendo più volte il coro «Dimissioni! Dimissioni!». Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha dovuto richiamare l'aula al silenzio. Tensioni anche durante l'ultimo intervento, quello di Fratelli d'Italia. Diversi senatori hanno ricordato che in passato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il suo partito avevano chiesto le dimissioni di altri ministri per fatti molto meno gravi, accusando il centrodestra di essere garantista solo quando sono in gioco i propri esponenti.

Altri temi toccati durante la giornata

Nella parte finale alcuni senatori sono intervenuti su temi diversi. Un senatore del Partito Democratico ha annunciato la laurea all'Università di Bologna di Patrick Zaki, lo studente a lungo detenuto in Egitto, chiedendo che il Governo italiano si attivi presso le autorità egiziane in vista di una nuova udienza del suo processo. Una senatrice di Italia Viva ha ricordato l'architetto Mario Virano, figura storica del progetto della ferrovia Torino-Lione. Un senatore dei centristi ha commemorato un dirigente di Fratelli d'Italia impegnato sui diritti delle persone con disabilità, da poco scomparso.

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