Seduta n. 516 della Camera dei Deputati, 23/07/2025.
Argomenti: conto corrente bancario, sfruttamento lavoratori moda, sicurezza porto, acciaio verde Taranto, privilegi parlamentari.
La Camera ha approvato all'unanimità la legge sull'obbligo del conto corrente per le banche. Nel pomeriggio nel question time si è discusso di sfruttamento nei settori della moda e porto, decarbonizzazione dell'Ilva di Taranto, e del caso Almasri. Acceso scontro sul bilancio interno della Camera con il M5S che denuncia tentativi di aumentare i privilegi parlamentari.
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La giornata della Camera si è aperta con il voto definitivo su una legge che obbliga le banche ad aprire un conto corrente a chi lo chiede, vietando loro di chiuderlo unilateralmente quando i soldi sul conto sono in attivo (a meno che non scattino verifiche antiriciclaggio o antiterrorismo). Il provvedimento (testo unificato delle proposte di legge A.C. 1091 e A.C. 1240) era atteso da oltre cinque anni e aveva la convergenza di tutti i gruppi, sia di maggioranza sia di opposizione. Nel pomeriggio si è svolto il "question time", cioè la seduta in cui i deputati pongono domande dirette ai ministri: hanno risposto la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. I temi principali sono stati lo sfruttamento dei lavoratori nel settore della moda di lusso, la sicurezza dei portuali costretti a movimentare armi destinate a zone di guerra, il piano di decarbonizzazione (cioè la riconversione a basso inquinamento) dell'ex Ilva di Taranto, la possibile cessione di Iveco al gruppo indiano Tata, e ancora il caso Almasri, il generale libico arrestato a Torino in gennaio e poi rimpatriato in fretta dal governo italiano. In tarda serata la Camera ha approvato anche il proprio bilancio interno (i conti della Camera stessa) e ha cominciato a discutere il decreto legge sui grandi eventi sportivi: Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, America's Cup di Napoli 2027, Giochi del Mediterraneo di Taranto e ATP Finals di tennis di Torino (DDL 2488).
La Camera ha approvato definitivamente, all'unanimità, la legge sull'obbligo del conto corrente: un risultato raro perché nasce da una proposta dei deputati e non dal governo, e perché tutti i gruppi hanno votato a favore. Tutti i tentativi del Movimento 5 Stelle di modificare il testo per estenderlo anche ad altri operatori di pagamento sono stati invece respinti. La Camera ha poi approvato i propri conti del 2024 e il bilancio interno per il 2025, che secondo il questore di Fratelli d'Italia Paolo Trancassini ha portato a circa 50 milioni di euro di risparmio. Su un punto specifico (un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle che chiedeva di non tornare ai vitalizi, cioè le vecchie pensioni d'oro dei parlamentari), il dibattito si è incendiato. Tutti gli altri voti sui dossier industriali (Ilva, Iveco, settore tessile) erano semplici risposte del governo a interrogazioni: nessuna decisione operativa è stata presa in aula.
Lo scontro più duro si è acceso sul bilancio interno della Camera. Il Movimento 5 Stelle ha accusato il centrodestra di voler riportare in vita i privilegi dei parlamentari, citando un ordine del giorno del Vicepresidente della Camera Fabio Rampelli (Fratelli d'Italia) che, secondo l'opposizione, mirava ad alzare gli stipendi dei deputati di circa mille euro al mese per pareggiarli a quelli dei senatori. L'ordine del giorno è stato poi ritirato, ma due deputati di Forza Italia, Andrea Orsini e Giorgio Mule', sono intervenuti a titolo personale per difendere la dignità del lavoro parlamentare e contestare quella che hanno definito demagogia anti-Parlamento. A fine serata il M5S ha chiesto la convocazione dell'Ufficio di Presidenza (l'organo che governa la Camera) lamentando un gesto di stizza di Rampelli verso i loro banchi. Sull'altro fronte caldo, il caso Almasri, i deputati del Partito Democratico Federico Gianassi e Debora Serracchiani hanno chiesto al ministro Nordio di chiarire se il ministero della Giustizia sapesse dell'arresto del generale libico già il 19 gennaio (e non il 20, come dichiarato in aula a febbraio). Nordio ha negato discrepanze, appellandosi al fatto di essere indagato dal Tribunale dei ministri (un organo speciale che giudica i ministri per reati commessi nelle loro funzioni) e quindi tenuto al silenzio.
Nel question time il deputato Marco Grimaldi (Alleanza Verdi e Sinistra) ha denunciato lo sfruttamento dei lavoratori cinesi nelle filiere di Loro Piana, Armani, Dior, Valentino, Gucci e altri grandi marchi del lusso italiano, chiedendo al governo di "spezzare la catena dei subappalti" che permette il caporalato. Il ministro Urso ha risposto a lungo sulle prospettive dell'ex Ilva di Taranto: il governo punta a tre forni elettrici a Taranto e uno a Genova per produrre acciaio "verde" (cioè senza i fumi degli altiforni a carbone), con un investimento iniziale pubblico di un miliardo di euro. Il deputato Davide Faraone (Italia Viva) ha attaccato Urso definendolo "peggio della grandine" per il calo della produzione industriale, e Urso ha replicato citando dati positivi su occupazione (un milione e duecentomila nuovi occupati dall'inizio della legislatura), inflazione bassa e investimenti esteri. La deputata Valentina Barzotti (Movimento 5 Stelle) ha chiesto al ministro degli Esteri Antonio Tajani di spiegare in aula perché decine di studenti iraniani già ammessi alle università italiane non riescano a ottenere il visto all'ambasciata di Teheran.
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