Seduta n. 15 della Camera dei Deputati, 29/11/2022.
Argomenti: sostegno militare Ucraina, diplomazia, salario minimo, fondo MES, riforma costituzionale.
Seduta dedicata a tre temi principali in discussione: il conflitto Russia-Ucraina e il ruolo dell'Italia, il salario minimo e la riforma del MES. Su tutti e tre i temi non sono state prese decisioni, rimandando i voti ai giorni successivi.
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La giornata è stata dedicata a tre grandi temi, ma soltanto a parlarne: nessuna decisione è stata presa, perché si trattava della prima fase del dibattito (la discussione, prima del voto, che è stato rinviato ai giorni seguenti). Il primo tema è la guerra tra Russia e Ucraina e cosa deve fare l'Italia (mozioni n. 1-00010, n. 1-00020, n. 1-00022 e n. 1-00025). Il secondo è il salario minimo, cioè una paga oraria minima fissata per legge sotto la quale nessun datore di lavoro potrebbe scendere (mozioni n. 1-00012, n. 1-00023, n. 1-00026, n. 1-00028 e n. 1-00030). Il terzo è il MES, un fondo europeo "salva-Stati" che presta soldi ai Paesi in difficoltà finanziaria, e la sua riforma che l'Italia non ha ancora approvato (mozioni n. 1-00021, n. 1-00027 e n. 1-00029).
In pratica nulla è diventato legge oggi: la Camera ha solo discusso, e i voti veri sono stati rimandati alla seduta del giorno dopo. Sull'Ucraina le opposizioni di centrosinistra e il Movimento Cinque Stelle hanno posizioni diverse tra loro: il Movimento Cinque Stelle e Sinistra (Alleanza Verdi e Sinistra) chiedono di smettere di mandare armi e di puntare solo sulla diplomazia, mentre il Partito Democratico e Azione-Italia Viva vogliono continuare ad aiutare militarmente l'Ucraina ma con più iniziative di pace. La maggioranza di centrodestra ha confermato il sostegno militare a Kiev e la linea atlantica. Sul salario minimo le opposizioni propongono una paga minima tra 9 e 10 euro l'ora; la maggioranza dice no, preferendo abbassare le tasse sul lavoro e rafforzare i contratti firmati dai sindacati. Sul MES, opposizioni divise tra chi vuole approvare subito la riforma e chi no, mentre la maggioranza resta contraria.
A inizio seduta vari deputati hanno chiesto al Governo di venire a riferire in aula sulla frana di Casamicciola, a Ischia, che pochi giorni prima aveva causato morti, e la Presidenza ha promesso di trasmettere la richiesta. Più volte le opposizioni hanno protestato perché il Governo, invece di discutere apertamente in Parlamento, avrebbe deciso di prorogare l'invio di armi all'Ucraina fino a fine 2023 infilando la misura dentro un altro provvedimento che parlava di tutt'altro. Nel dibattito sul MES è tornata spesso la polemica sul fatto che questo fondo era nato oltre dieci anni fa, quando al Governo c'era il centrodestra che oggi lo critica. A fine giornata una deputata del Movimento Cinque Stelle ha attaccato la norma "Opzione donna" sulle pensioni anticipate, perché lega l'età di uscita al numero di figli avuti, definendola una discriminazione verso le donne senza figli.
La Camera ha cominciato a discutere anche una modifica al proprio regolamento interno, resa necessaria dal taglio del numero dei deputati (da 630 a 400) deciso con la riforma costituzionale del 2020: si tratta di aggiornare le soglie numeriche per varie procedure e di ridurre, dalla prossima legislatura, il numero minimo di deputati per formare un gruppo parlamentare. Anche su questo si è solo avviata la discussione, rinviando il seguito al giorno successivo. Infine un deputato di Fratelli d'Italia ha parlato del Biotecnopolo di Siena, un centro di ricerca anti-pandemica finanziato con fondi europei, chiedendo trasparenza nella scelta di chi lo gestirà.
Seduta precedente: n. 14 del 25/11/2022 · Seduta successiva: n. 16 del 30/11/2022