Senato, seduta n. 194 del 28 maggio 2024: premierato, riforma costituzionale, senatori a vita

Seduta n. 194 del Senato della Repubblica, 28/05/2024.

Argomenti: premierato, riforma costituzionale, senatori a vita, Presidente della Repubblica.

Il Senato approva la riforma costituzionale del premierato con l'elezione diretta del Premier e l'abolizione dei senatori a vita. La seduta è tesa con scontri tra maggioranza e opposizioni su poteri presidenziali e controlli parlamentari.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato - seduta del 28 maggio 2024 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha continuato a esaminare la grande riforma costituzionale voluta dal Governo Meloni: il cosiddetto premierato, cioè l'elezione diretta del Presidente del Consiglio da parte dei cittadini (la proposta del centrodestra, DDL 935, discussa insieme a una proposta simile presentata da Matteo Renzi, DDL 830). La giornata si è concentrata su un punto preciso: togliere al Presidente della Repubblica il potere di nominare i senatori a vita. Oggi il Capo dello Stato può scegliere fino a cinque cittadini che si sono distinti per altissimi meriti (oggi siedono in Senato, tra gli altri, Liliana Segre, Elena Cattaneo e Mario Monti). La riforma vuole eliminare questa possibilità per il futuro, lasciando però in carica chi è già stato nominato.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato l'articolo che cancella per il futuro la nomina dei senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica. Ha poi approvato un secondo articolo sull'elezione del Capo dello Stato: in pratica servirà aspettare più votazioni (la sesta invece della terza) prima di poterlo eleggere con una maggioranza semplice in Parlamento. Tutte le proposte di modifica delle opposizioni sono state respinte. Tra queste, una proposta sostenuta dalla senatrice a vita Elena Cattaneo e dalle Autonomie per mantenere i senatori a vita togliendo loro solo il diritto di votare la fiducia al Governo, e una serie di proposte del centrosinistra per introdurre più contrappesi (per esempio rendere più difficile l'elezione del Capo dello Stato senza un largo accordo, o mettere un freno all'abuso dei decreti del Governo). Tutto il resto della riforma sarà discusso nei giorni successivi.

Momenti notevoli

La seduta è stata molto tesa. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha avuto diversi scontri verbali con i senatori dell'opposizione, accusato di interromperli mentre parlavano. Il caso più grave: la ministra per le riforme Elisabetta Casellati ha usato la parola «eliminazione» riferita ai senatori a vita, scatenando le proteste. Il senatore Enrico Borghi (Italia Viva) ha denunciato un gesto offensivo rivolto a lui dal banco del Governo, gridando «Si vergogni, signora Ministra»; Matteo Renzi ha chiesto pubblicamente le scuse della ministra e della Presidente del Consiglio. La seduta è stata sospesa due volte per far calmare gli animi. Verso sera le opposizioni hanno chiesto invano di riaprire la discussione, sostenendo che il relatore della maggioranza avesse fatto un comizio politico invece di limitarsi a dare i pareri sugli emendamenti.

Altri temi toccati durante la giornata

Più volte è tornato il tema dell'abuso dei decreti del Governo: le opposizioni hanno ricordato che in 19 mesi il Governo ha approvato quasi 60 decreti-legge, segno secondo loro che il Parlamento conta sempre meno. Si è parlato anche del rischio che, con la nuova legge elettorale ancora da scrivere, un premier possa governare pur avendo l'appoggio di una minoranza degli elettori (le opposizioni citano l'ipotesi di una soglia del 40 per cento attribuita alla ministra). La Presidenza ha infine salutato una delegazione di sindacalisti metalmeccanici svedesi presente in tribuna, e si è ricordato che quel giorno il Presidente della Repubblica era a Brescia per l'anniversario della strage di Piazza della Loggia.

Tutte le votazioni della seduta

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