Senato, seduta n. 14 del 1 dicembre 2022: frana Ischia, crisi industriale, suicidi carceri

Seduta n. 14 del Senato della Repubblica, 01/12/2022.

Argomenti: frana Ischia, crisi industriale, suicidi carceri, regime 41-bis, condoni edilizi.

Il Senato ha discusso della frana di Ischia con il ministro Musumeci, affrontando emergenze nel settore industriale e infrastrutture. Nel dibattito è emerso il tema dei condoni edilizi e della crisi carceraria, tra cui i suicidi in cella e il caso Cospito.

Sintesi AI della seduta

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Senato - seduta del 1 dicembre 2022 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

In questa giornata il Senato non ha approvato nuove leggi. I senatori hanno usato l'aula soprattutto per fare domande al Governo e per ascoltarne le risposte. La mattina i senatori, in gran parte delle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico), hanno chiesto chiarimenti su diverse crisi di fabbriche e posti di lavoro: lo stabilimento Flextronics di Trieste (interrogazione 3-00003), il marchio di moda Brioni in Abruzzo (3-00004), l'ex Whirlpool di Napoli (3-00017) e le aziende che lavorano per l'acciaieria di Taranto, l'ex Ilva (3-00033). Altre domande hanno riguardato le infiltrazioni mafiose nei Comuni di Anzio e Nettuno (3-00026), la mancanza d'acqua ad Andora in Liguria (3-00067) e gli aiuti ai pescatori (3-00049). Il momento centrale, però, è stato un altro: una comunicazione immediata del ministro per la protezione civile Nello Musumeci sulla frana che pochi giorni prima aveva colpito Casamicciola, sull'isola di Ischia, provocando vittime e sfollati.

Cosa hanno deciso

In questa seduta non è stato deciso nulla con un voto: non ci sono state votazioni e nessuna legge è entrata in vigore. Le interrogazioni servono solo a ottenere risposte e impegni dal Governo, non a stabilire nuove regole. Il ministro Musumeci ha riferito che il Governo aveva già dichiarato lo stato di emergenza per Ischia, nominato un commissario per la ricostruzione e stanziato un primo aiuto di 2 milioni di euro, annunciando un gruppo di lavoro per semplificare le procedure contro le frane. Nel pomeriggio, durante le domande con risposta immediata, il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini ha promesso attenzione a varie opere (la statale 10 in Veneto, i collegamenti con la Sicilia, le autostrade A24 e A25 in Abruzzo e il prolungamento della metropolitana fino a Monza) e il ministro della giustizia Carlo Nordio ha preso impegni sulle carceri e su alcuni casi specifici. Tutte le risposte rinviano però a provvedimenti e fondi futuri, da inserire soprattutto nella legge di bilancio.

Momenti notevoli

La parte più tesa è stata la discussione sulla frana di Ischia. Matteo Renzi (Italia Viva) ha accusato apertamente l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il suo primo Governo di aver permesso, nel 2018, un condono edilizio (cioè la sanatoria di case costruite senza i permessi necessari) proprio a Ischia, e ha collegato quella scelta ai crolli. Una senatrice del Movimento 5 Stelle gli ha risposto con durezza, definendo il suo intervento "sciacallaggio" e sostenendo che quella norma non produsse alcun condono; ha ricordato che le grandi sanatorie del passato furono firmate da Governi guidati da Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) ha chiesto di non litigare sulle responsabilità durante il lutto e di concentrarsi sulla prevenzione. Prima della discussione, l'aula ha osservato un minuto di silenzio per la morte dell'ex parlamentare Gerardo Bianco.

Altri temi toccati durante la giornata

Nel pomeriggio i senatori hanno posto al ministro della giustizia anche due temi delicati. Il primo è il numero molto alto di suicidi nelle carceri italiane: erano già 80 dall'inizio dell'anno, un record, e il dato è legato soprattutto al sovraffollamento, cioè ai detenuti che sono molti di più dei posti disponibili. Il secondo è il caso di Alfredo Cospito, un detenuto in sciopero della fame da oltre quaranta giorni contro il carcere duro (il cosiddetto 41-bis, il regime più severo, nato per isolare i mafiosi dalla loro organizzazione). Una senatrice ha contestato l'uso di quel regime per chi non fa parte di un'associazione mafiosa. Il ministro Nordio ha ricordato di non poter intervenire sulle decisioni dei giudici e ha rinviato un programma più ampio sulla giustizia.

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