Seduta n. 39 della Camera dei Deputati, 19/01/2023.
Argomenti: intercettazioni, giustizia civile, mafia, sovraffollamento carceri, Matteo Messina Denaro.
La Camera ha discusso le comunicazioni del Ministro della Giustizia Nordio sullo stato della giustizia italiana, con focus sulla lentezza dei processi civili, il sovraffollamento carcerario e le intercettazioni. Approvate le risoluzioni della maggioranza e di Azione-Italia Viva, respinte quelle dell'opposizione.
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Per tutta la giornata la Camera ha discusso le comunicazioni del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sullo stato della giustizia italiana. È un appuntamento che si ripete ogni anno: il Ministro spiega ai deputati come funziona la giustizia e cosa il Governo intende cambiare. Nordio ha messo al primo posto la giustizia civile, cioè le cause tra cittadini e tra imprese, dicendo che la lentezza dei processi costa al Paese circa 2 punti di PIL all'anno (PIL = quello che il Paese produce in un anno). Ha parlato anche di carceri sovraffollate, degli 82 suicidi in carcere nel 2022, della digitalizzazione dei tribunali e dei suoi piani sulle intercettazioni. La discussione è caduta nei giorni della cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro, fatto che ha attraversato tutti gli interventi.
Al termine della discussione i deputati hanno votato cinque proposte di indirizzo al Governo (chiamate "risoluzioni": testi con cui l'aula dice al Governo cosa fare). Le tre presentate dalle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra-Verdi) sono state respinte, perché il Governo aveva dato parere contrario. La proposta di Cinque Stelle è stata bocciata punto per punto, con 26 votazioni separate. Sono state invece approvate due risoluzioni: quella della maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati), che approva la relazione del Ministro, con 206 voti a favore e 119 contrari; e quella di Azione-Italia Viva, con 208 voti a favore e 116 contrari. In pratica l'aula ha dato il proprio sostegno alla linea del Ministro Nordio.
Il momento più acceso è stato il duello sulle intercettazioni (gli ascolti telefonici usati nelle indagini). Le opposizioni, e in particolare il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte, hanno accusato il Ministro di voler indebolire uno strumento decisivo contro la mafia e la corruzione, ricordando che Messina Denaro è stato preso anche grazie alle intercettazioni. Nordio ha replicato di non voler toccare le intercettazioni per mafia e terrorismo, ma di voler fermare la pubblicazione sui giornali di conversazioni di persone non indagate. Ci sono stati richiami all'ordine, proteste tra i banchi e scambi tesi quando il Ministro ha citato casi di errori giudiziari. Il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha più volte richiamato l'aula al silenzio e Conte al rispetto dei tempi.
A fine seduta si è registrato il passaggio formale dal Senato di un decreto legge sui settori produttivi strategici (cioè i settori industriali considerati importanti per l'interesse nazionale), assegnato a una commissione per l'esame. Negli interventi conclusivi un deputato di Forza Italia ha ricordato Bettino Craxi nell'anniversario della morte, mentre un deputato di Sinistra-Verdi ha parlato della memoria delle stragi degli anni della tensione e ha chiesto la pubblicazione degli atti sulla loggia massonica P2.
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