Seduta n. 286 del Senato della Repubblica, 18/03/2025.
Argomenti: riarmo europeo, dazi commerciali, Ucraina, memoria Covid, sovraffollamento carceri.
Il Senato approva il documento di indirizzo per il vertice europeo del 20-21 marzo, con focus su difesa e riarmo europeo da 800 miliardi. Meloni esclude l'invio di soldati in Ucraina e difende l'autonomia italiana dai dazi USA. Nel dibattito emergono critiche della Lega sulla spesa militare e dell'opposizione sulla mancanza di risposte concrete. In chiusura, appelli per la sanità pubblica nel ricordo delle vittime del Covid e allarme sul sovraffollamento carcerario.
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta in Senato a illustrare la posizione dell'Italia prima del vertice dei capi di governo europei del 20 e 21 marzo a Bruxelles (Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea). Il tema centrale è stato il piano europeo per spendere di più in difesa, chiamato "Rearm Europe" (riarma l'Europa), che vale fino a 800 miliardi di euro. Si è parlato anche della guerra in Ucraina, dei nuovi combattimenti a Gaza, dei dazi annunciati dagli Stati Uniti di Donald Trump (tasse sulle merci importate, che farebbero rincarare i prodotti) e di immigrazione. Meloni ha detto che non manderà soldati italiani in Ucraina e che non userà i fondi europei destinati alle Regioni più povere per comprare armi.
Alla fine del dibattito il Senato ha approvato il documento di indirizzo presentato dalla maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega e gruppo di centro), che dà alla presidente Meloni il mandato per rappresentare l'Italia al vertice europeo. Questo documento (proposta di risoluzione n. 2) sostiene l'Ucraina, l'aumento delle capacità di difesa europee dentro la NATO e la linea del Governo sui dazi e sull'immigrazione. Le cinque proposte alternative dell'opposizione sono state respinte automaticamente: una volta approvato il testo della maggioranza, gli altri non sono più stati votati. Il resoconto rimanda i numeri esatti del voto a un allegato, quindi non vengono riportati qui.
La maggioranza ha votato compatta, ma con sfumature diverse: la Lega, pur sostenendo il documento, ha criticato apertamente l'idea di spendere 800 miliardi in armi e l'ipotesi di un esercito europeo comune. All'opposizione, Matteo Renzi (Italia Viva) ha posto a Meloni cinque domande precise (su una possibile manovra correttiva, sui dazi, sul caso del libico Almasri scarcerato, sullo spionaggio di un giornalista e sull'intelligenza artificiale) e ha lamentato di non aver ricevuto risposte. Il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico hanno accusato il Governo di essere troppo allineato a Trump e di non avere una linea chiara. Forza Italia, con Maurizio Gasparri, e Fratelli d'Italia, con Lucio Malan, hanno difeso la scelta di non dover scegliere tra Stati Uniti ed Europa. Il dibattito è stato a tratti molto acceso, con diversi richiami all'ordine dalla presidenza.
A fine seduta, nel giorno della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid (a cinque anni dalla pandemia), due senatrici hanno ricordato i morti e chiesto più risorse per la sanità pubblica; il ricordo è andato in particolare a Bergamo, una delle città più colpite. Un'altra senatrice ha denunciato il sovraffollamento delle carceri italiane, dove ci sono circa 62.000 detenuti a fronte di poco meno di 47.000 posti, e ha chiesto un intervento urgente del Ministro della giustizia.
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