Seduta n. 188 della Camera dei Deputati, 31/10/2023.
Argomenti: criminalità minorile, decreto urgenza, zone economiche speciali.
La Camera ha discusso il decreto Caivano su criminalità minorile e pene più severe, respingendo la richiesta di blocco dell'opposizione. Ha approvato definitivamente il decreto Sud con la ZES unica per il Mezzogiorno e nuove norme sull'immigrazione.
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La giornata ha riguardato due decreti del Governo (provvedimenti urgenti che il Governo scrive e che poi il Parlamento deve confermare per trasformarli in legge definitiva). Al mattino la Camera ha discusso il cosiddetto "decreto Caivano" (A.C. 1517), nato dopo i gravi fatti di violenza su due ragazzine avvenuti a settembre nel comune di Caivano, in Campania. È un pacchetto di misure contro la criminalità tra i minorenni: pene più dure, più facilità di mandare in carcere i giovani per certi reati, e regole più severe per chi non manda i figli a scuola. Al pomeriggio si è votato in via definitiva il "decreto Sud" (A.C. 1416-A), che riguarda gli aiuti economici per il Mezzogiorno e nuove regole sull'immigrazione.
Sul decreto Caivano le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Verdi e Sinistra, e +Europa) avevano chiesto di bloccarne subito l'esame, sostenendo che fosse incostituzionale. La Camera ha respinto questa richiesta (62 voti a favore del blocco, 170 contrari), quindi l'esame del decreto va avanti. Il Movimento 5 Stelle e Azione-Italia Viva si sono astenuti. Il decreto Sud, invece, è stato approvato in via definitiva dalla Camera: 171 voti a favore (la maggioranza di centrodestra) e 113 contrari (le opposizioni). Quel testo diventa quindi legge. La novità principale è la "ZES unica" del Mezzogiorno: una sola grande zona con sgravi fiscali e procedure semplificate per chi investe, che sostituisce le 8 zone più piccole esistenti. Il decreto allunga anche da 6 a 18 mesi il tempo massimo in cui uno straniero senza documenti può essere trattenuto nei centri per i rimpatri.
Il dibattito è stato molto teso. Le opposizioni accusano il Governo di scrivere troppi decreti d'urgenza (46 in un anno) e di togliere spazio al Parlamento. Un deputato dei Verdi e Sinistra ha paragonato i centri per migranti a dei "lager", scatenando proteste dai banchi del centrodestra e diversi richiami all'ordine da parte di chi presiedeva la seduta. Sul decreto Sud, una deputata di Azione-Italia Viva (l'ex ministra Maria Rosaria Carfagna) ha accusato il Governo di aver bloccato fondi già stanziati per il Mezzogiorno; la maggioranza ha risposto che le vecchie regole non funzionavano e che il Sud spende solo una piccola parte dei soldi europei disponibili.
A fine seduta una deputata del Partito Democratico ha ricordato i 28 anni dall'uccisione di Yitzhak Rabin, il primo ministro israeliano assassinato nel 1995 mentre lavorava alla pace con i palestinesi, collegandolo alla guerra in corso tra Israele e Palestina. La Camera ha poi commemorato la scomparsa di Rodolfo Gigli, ex deputato, già presidente della Regione Lazio e sindaco di Viterbo. Più volte è stato citato il richiamo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull'uso eccessivo dei decreti d'urgenza.
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