Seduta n. 187 della Camera dei Deputati, 30/10/2023.
Argomenti: ZES unica, rimpatri migranti, aree interne, crisi bufale, alluvioni Emilia.
La Camera ha approvato con voto di fiducia il decreto Sud che istituisce una zona economica speciale unica nel Mezzogiorno dal 2024 e contiene misure su immigrazione e sviluppo delle aree interne. Le opposizioni hanno contestato i finanziamenti insufficienti e l'eccessiva centralizzazione.
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La giornata è stata quasi tutta dedicata al cosiddetto "decreto Sud" o "decreto Mezzogiorno" del Governo (la legge che converte il decreto-legge n. 124 del 2023, esaminato come DDL 1416). È una misura del centrodestra che vuole rilanciare l'economia del Sud Italia. Il punto centrale è la nascita, dal 1° gennaio 2024, di una "ZES unica": una grande zona economica speciale, cioè un'area dove le imprese che investono pagano meno tasse e hanno meno burocrazia. Questa nuova zona unica sostituisce le 8 zone più piccole che esistevano prima e copre tutto il Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna). Nel decreto ci sono anche norme sull'immigrazione (i centri per il rimpatrio dei migranti e 45 milioni di euro per Lampedusa) e una struttura per coordinare gli aiuti alle aree interne, cioè i piccoli centri lontani dalle città.
Il Governo aveva legato l'approvazione di questo decreto a un voto di fiducia. Vuol dire che, se l'aula avesse votato no, il Governo sarebbe caduto. La Camera ha dato la fiducia: 184 voti a favore, 106 contrari e 2 astenuti. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Azione, Italia Viva e Sinistra) hanno votato contro. Dopo la fiducia, i deputati hanno votato uno per uno gli "ordini del giorno", cioè degli inviti al Governo a fare certe cose in futuro: quasi tutti quelli proposti dalle opposizioni sono stati respinti, mentre ne sono passati alcuni riscritti d'accordo con il Governo. Il voto finale e definitivo sulla legge non è avvenuto in questa giornata: è stato rinviato al giorno dopo, il 31 ottobre.
La maggioranza ha presentato il decreto come una svolta storica per il Sud e ha ringraziato più volte il ministro Raffaele Fitto per essere rimasto in aula a discutere, cosa rara per un ministro. Le opposizioni hanno attaccato duramente: hanno accusato il Governo di abusare dei decreti d'urgenza, di voler "comandare tutto da Roma" togliendo poteri alle regioni del Sud, e di aver messo pochi soldi nella ZES unica (1,8 miliardi per tutto il Sud, quando la sola Campania ne aveva usati di più). Un deputato del Partito Democratico ha definito il ministro "viceré del Mezzogiorno". C'è stato anche un momento tecnico in cui la presidenza ha dovuto fermarsi per controllare le regole su chi potesse parlare e replicare.
Alla fine della seduta diversi deputati sono intervenuti su altri argomenti di attualità. Una deputata dei Cinque Stelle ha attaccato il Governo per i tagli alle pensioni di circa 600.000 dipendenti pubblici previsti dalla legge di bilancio. Un altro deputato dei Cinque Stelle ha denunciato la crisi degli allevatori di bufale in Campania e Sicilia, colpiti da una malattia degli animali e da abbattimenti, con allevatori in sciopero della fame. Una deputata della Lega ha riferito sul maltempo e sul rischio di allagamenti in Emilia, tra Parma e Piacenza, ringraziando soccorsi e Protezione Civile. Un deputato della Sinistra ha denunciato un progetto di discarica vicino a Urbino, città protetta dall'Unesco.
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