Seduta n. 186 della Camera dei Deputati, 27/10/2023.
Argomenti: decreto Sud, zone economiche speciali, giovani agricoltori, tumore al seno, centri migranti.
La Camera ha discusso il decreto Sud che riorganizza i fondi per il Mezzogiorno e cambia le regole sull'immigrazione, con il Governo che ha posto la fiducia sul testo. Sono stati affrontati anche una proposta di aiuti ai giovani agricoltori e mozioni sulla prevenzione del tumore al seno.
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Questa è stata una giornata di soli dibattiti, senza voti veri e propri: i deputati hanno presentato le loro posizioni su tre temi, rinviando le decisioni ai giorni successivi. Il primo tema è stato una proposta di legge per aiutare i giovani sotto i 41 anni che vogliono avviare un'azienda agricola, con un fondo pubblico, sgravi fiscali e agevolazioni per comprare i terreni (la proposta del deputato Carloni, della Lega, identificata come A.C. 752-A). Il secondo tema sono state due richieste al Governo sulla prevenzione e la cura del tumore al seno, una presentata da Forza Italia e una dal Partito Democratico (mozioni 1-00204 e 1-00209): chiedono screening gratuiti per più donne, macchinari più moderni e maggiore sostegno psicologico alle pazienti. Il terzo tema, il più acceso, è stato il cosiddetto "decreto Sud" del Governo (DL 124/2023, identificato come A.C. 1416-A), che riorganizza i fondi per il Mezzogiorno e contiene anche nuove regole sull'immigrazione.
In concreto, oggi non è stata approvata nessuna legge. Sul decreto Sud il Governo ha messo la fiducia, cioè ha chiesto all'aula di approvare il testo così com'è, senza poterlo modificare: il voto vero è stato fissato per lunedì 30 ottobre. Sulla proposta per i giovani agricoltori e sulle due mozioni contro il tumore al seno la discussione è stata solo avviata e proseguirà in altre sedute. Il decreto Sud sostituisce le 8 zone economiche speciali del Mezzogiorno (aree dove le imprese hanno sgravi fiscali e procedure più rapide) con un'unica grande zona gestita dalla Presidenza del Consiglio. La maggioranza di centrodestra la presenta come una semplificazione storica; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle e Sinistra-Verdi) la considerano un accentramento che toglie potere a Regioni e Comuni e penalizza le piccole imprese.
Il momento più teso è arrivato quando una deputata di Alleanza Verdi e Sinistra ha definito "fasciste e razziste" le politiche del Governo sull'immigrazione: il vicepresidente che dirigeva i lavori, Giorgio Mulè, l'ha richiamata e un deputato di Fratelli d'Italia ha chiesto formalmente di segnalare il caso al Presidente della Camera. Più volte i deputati del Partito Democratico e dei Cinque Stelle hanno fatto notare, anche a verbale, che i banchi della Lega erano vuoti durante un dibattito sul Sud; un deputato della Lega ha risposto accusando a sua volta le opposizioni di lasciare l'aula. Un deputato di +Europa ha protestato contro l'abitudine del Governo di usare troppi decreti d'urgenza e troppe richieste di fiducia, annunciando un appello al Presidente della Repubblica.
Discutendo del decreto Sud sono emersi molti argomenti collegati. Le opposizioni hanno criticato il taglio del reddito di cittadinanza, la riduzione dei trasferimenti ai Comuni e lo spostamento di 16 miliardi di fondi del PNRR (il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea con sede a Bruxelles, dove ha sede l'Unione Europea) deciso dal ministro Fitto. È stato contestato anche l'allungamento, fino a 18 mesi, del tempo in cui i migranti possono restare nei centri per i rimpatri in attesa di essere espulsi. La maggioranza ha rivendicato l'estensione delle agevolazioni a centinaia di Comuni del Sud e la difesa delle isole di Lampedusa e Linosa, con 45 milioni di euro per il turismo e i servizi.
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