Seduta n. 163 del Senato della Repubblica, 27/02/2024.
Argomenti: accordi cinematografici, quotazione in Borsa, governance aziendale.
Il Senato ha approvato due accordi internazionali sul cinema con Serbia e Giappone e il disegno di legge capitali per facilitare la raccolta di fondi delle aziende italiane in Borsa. Mentre gli accordi hanno ricevuto il voto unanime, il pacchetto economia ha diviso la maggioranza dalle opposizioni che si sono astenute.
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Il Senato ha affrontato tre leggi diverse. Le prime due erano accordi internazionali per produrre film insieme ad altri Paesi: uno con la Serbia (DDL 967) e uno con il Giappone (DDL 968). In pratica, i film girati in collaborazione tra Italia e quei Paesi verranno trattati come film nazionali e potranno ricevere gli stessi vantaggi, anche fiscali. La terza legge era molto più importante per l'economia: il cosiddetto "disegno di legge capitali" (DDL 674-B), un pacchetto di regole pensato per rendere più facile alle aziende italiane raccogliere soldi quotandosi in Borsa.
Il Senato ha approvato in via definitiva tutte e tre le leggi. I due accordi sul cinema sono passati con il voto favorevole di quasi tutti, sia maggioranza sia opposizioni. Sul disegno di legge capitali, invece, c'è stata una netta divisione: la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia) lo ha approvato, mentre le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e la sinistra ambientalista) hanno scelto di astenersi, cioè di non votare né a favore né contro. Con questo voto la legge sui capitali è diventata definitiva ed entrerà in vigore.
Il dibattito più acceso ha riguardato la legge sui capitali. La maggioranza la presenta come un modo per aiutare le piccole e medie imprese e per riportare in Italia grandi marchi che si erano spostati all'estero, oltre a introdurre l'educazione finanziaria nelle scuole. Le opposizioni hanno contestato soprattutto due punti: le nuove regole su come si nominano i consigli di amministrazione delle aziende quotate, giudicate confuse, e una modifica sulle banche popolari. Un senatore di Italia Viva, Andrea Fregolent, ha accusato il governo di smontare una riforma del 2015 del governo guidato da Matteo Renzi. Un senatore della sinistra, Tino Magni, ha criticato l'assenza di un tetto agli stipendi dei grandi manager.
Alla fine della seduta, la senatrice di Fratelli d'Italia Cinzia Pellegrino ha condannato un episodio avvenuto fuori dal Parlamento: durante una commemorazione era stato dato alle fiamme un manichino raffigurante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme ad atti vandalici in una stazione della metropolitana. Ha chiesto a tutte le forze politiche di condannare ogni forma di violenza politica. Durante la discussione sull'accordo con il Giappone, un senatore dei Cinque Stelle ha anche fatto gli auguri ad Alessandra Todde per le elezioni in Sardegna.
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