Seduta n. 88 del Senato della Repubblica, 18/07/2023.
Argomenti: procedure di infrazione europee, acciaieria Ilva Taranto, carne coltivata, Patrick Zaki, Paolo Borsellino.
Il Senato ha discusso due proposte di legge del Governo: un decreto per chiudere procedure di infrazione europee e un disegno di legge che vieta la produzione di carne sintetica. Lo scontro principale ha riguardato l'acciaieria Ilva di Taranto e i rischi della ricerca scientifica, senza votazioni definitive.
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Il Senato ha dedicato la giornata alla discussione iniziale (senza votare) di due proposte del Governo di centrodestra. La prima è un decreto del Governo che corregge in fretta una serie di leggi italiane per chiudere oltre trenta contestazioni aperte dall'Unione Europea, le cosiddette procedure di infrazione (DDL 755). Sono "multe e richiami" che Bruxelles (la città dove ha sede l'Unione Europea) fa quando un Paese non rispetta le regole comuni; l'Italia ne aveva più di ottanta, tra le più alte d'Europa. La seconda proposta vieta in Italia la produzione e la vendita della cosiddetta carne sintetica o coltivata, cioè prodotta in laboratorio a partire da cellule animali (DDL 651).
Oggi non è stato deciso nulla in via definitiva: nessuna delle due proposte è stata messa ai voti e nessuna è diventata legge. I senatori hanno solo svolto i discorsi di apertura del dibattito, e il presidente di turno ha rinviato il seguito dell'esame e il voto vero e proprio alle sedute dei giorni successivi. In entrambi i casi le posizioni sono rimaste molto distanti tra la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia) e le opposizioni.
Sul decreto che chiude le contestazioni europee, lo scontro più acceso ha riguardato l'acciaieria Ilva di Taranto: la maggioranza sostiene di aver chiuso una vecchia procedura di infrazione, mentre il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico accusano il Governo di non risolvere i problemi ambientali e sanitari della città. Sulla carne coltivata la maggioranza rivendica l'Italia come primo Paese al mondo a vietarla, a difesa dei prodotti italiani; le opposizioni di centrosinistra (Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra) e il gruppo delle Autonomie ribattono che si vieta un prodotto che ancora non esiste sul mercato e che così si frena la ricerca scientifica.
Un senatore del Partito Democratico ha chiesto al Governo di riferire in aula sulla condanna a tre anni di carcere inflitta in Egitto allo studente Patrick Zaki, legato all'Italia per i suoi studi a Bologna. Altri senatori di Italia Viva e del Partito Democratico hanno ricordato i venticinque anni della Corte penale internazionale, che giudica i crimini di guerra e contro l'umanità, chiedendo all'Italia un atteggiamento più fermo verso l'Egitto. Una senatrice del Movimento 5 Stelle ha infine commemorato la strage di via D'Amelio del 19 luglio 1992, in cui fu ucciso il giudice antimafia Paolo Borsellino.
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