Senato, seduta n. 319 del 24 giugno 2025: vertice europeo Bruxelles, spese militari NATO

Seduta n. 319 del Senato della Repubblica, 24/06/2025.

Argomenti: vertice europeo Bruxelles, spese militari NATO, Ucraina Iran Israele, terremoti Campi Flegrei, alluvioni ricostruzione.

Il Senato discute della posizione italiana al vertice europeo di Bruxelles: approvate le risoluzioni sulla difesa europea, l'aumento delle spese militari, il sostegno all'Ucraina e la gestione della crisi mediorientale. Sono stati affrontati anche i temi della ricostruzione dopo le alluvioni e i terremoti dei Campi Flegrei.

Sintesi AI della seduta

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Senato, seduta del 24 giugno 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è venuta in Aula a illustrare cosa intende dire al vertice europeo del 26 e 27 giugno a Bruxelles (la città dove ha sede l'Unione Europea). I temi sul tavolo erano i più urgenti del momento: la guerra fra Israele e Iran (la notte prima gli Stati Uniti avevano bombardato tre siti nucleari iraniani, e poco dopo l'Iran aveva colpito una base americana in Qatar), la guerra in Ucraina, l'aumento delle spese militari richiesto dalla NATO, i dazi americani contro l'Europa e la gestione dell'immigrazione. Proprio durante la seduta è arrivata la notizia di una possibile tregua fra Israele e Iran, annunciata da Donald Trump nelle primissime ore del mattino. Tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, hanno presentato un proprio testo (chiamato "risoluzione") con le indicazioni che vorrebbero il Governo seguisse al vertice.

Cosa hanno deciso

Il Senato ha approvato due testi. Il primo è quello della maggioranza di centrodestra (Risoluzione 6-00162, firmata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia): in sostanza dà via libera alla linea della presidente Meloni, cioè continuare ad armare l'Ucraina, ridurre la minaccia nucleare iraniana, lavorare per un cessate il fuoco a Gaza e accettare il percorso NATO che porterà l'Italia a spendere il 5 per cento di tutto quello che il Paese produce in un anno (il PIL) per sicurezza e difesa entro il 2035. Il secondo testo approvato è quello di Carlo Calenda e Marco Lombardo (di Azione, Risoluzione 6-00167 testo 2), ma solo dopo che il Governo ha tagliato i passaggi più scomodi (come quelli che chiedevano sanzioni a singoli ministri israeliani e il riconoscimento dell'Autorità palestinese): rimane sostanzialmente il sostegno all'Ucraina e alla difesa europea. Le proposte presentate dalle opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra-Verdi) sono state tutte respinte.

Momenti notevoli

Il momento più teso è stato il duello fra Matteo Renzi e la presidente Meloni: Renzi ha posto quattro domande precise (perché la Germania ha tolto l'Italia dalle alleanze strategiche e ci ha sostituito con la Polonia, perché la presidente non era a un vertice a Tirana fra leader europei e Trump, perché Trump ha avvisato gli inglesi e i tedeschi dell'attacco all'Iran ma non Antonio Tajani, e chi ha spiato i giornalisti italiani Roberto D'Agostino e Francesco Cancellato di Fanpage). Meloni ha scelto di non rispondere, e il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri e la senatrice della Lega Stefania Pucciarelli si sono incaricati della replica. Pirro dei Cinque Stelle ha chiamato in causa anche la figlia minorenne di Meloni, scatenando proteste da tutti i banchi (anche di parte dell'opposizione). Carlo Calenda, pur votando con la maggioranza sull'aumento delle spese militari, si è detto "vergognato" di come Trump ha trattato i leader europei al G7 in Canada.

Altri temi toccati durante la giornata

Nel pomeriggio l'Aula è passata alla discussione generale di un decreto sulle alluvioni del 2023 e 2024 in Emilia-Romagna, Toscana e Marche e sui terremoti dei Campi Flegrei (la zona vulcanica vicino a Napoli, dove vivono mezzo milione di persone). Il decreto (DDL S.1479) proroga di altri cinque mesi il commissario per la ricostruzione, mette 20 milioni nel 2025 per riparare le case danneggiate dai terremoti dei Campi Flegrei e mette un miliardo per gli anni 2027-2038 sulla prevenzione del rischio idraulico. Le opposizioni hanno detto che le risorse sono ancora troppo poche, soprattutto pensando che ai Campi Flegrei le scosse sono circa quaranta al giorno e mille al mese; il Movimento 5 Stelle ha chiesto di spostare i 15 miliardi del Ponte sullo Stretto verso la sicurezza dei territori a rischio. La votazione finale è rinviata. A fine seduta una senatrice del PD ha denunciato due anni di silenzio del ministro dell'Interno su Modena, e un senatore dei Cinque Stelle ha denunciato i ritardi cronici dei treni ad alta velocità sulla tratta Roma-Napoli.

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