Senato, seduta n. 327 del 10 luglio 2025: riforma della magistratura

Seduta n. 327 del Senato della Repubblica, 10/07/2025.

Argomenti: riforma della magistratura, separazione carriere magistrati, CSM sorteggio, sovraffollamento carceri, spese militari NATO.

Il Senato ha continuato a esaminare la riforma costituzionale della giustizia che separa le carriere dei magistrati, respingendo tutti gli emendamenti delle opposizioni. Nel pomeriggio il question time si è focalizzato su carceri sovraffollate, il caso Almasri e i conti pubblici, con tensioni forti tra governo e opposizione.

Sintesi AI della seduta

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Senato, seduta del 10 luglio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Per quasi tutta la mattina il Senato ha continuato a esaminare la grande riforma costituzionale della giustizia voluta dal Governo Meloni e dal ministro della giustizia Carlo Nordio (DDL costituzionale S.1353). È la riforma che separa le carriere dei magistrati: oggi un magistrato può passare dal ruolo di pubblico ministero (chi indaga e accusa) a quello di giudice (chi decide), domani non potrà più. La riforma sdoppia anche il Consiglio superiore della magistratura (l'organo che gestisce concorsi, trasferimenti e carriere dei giudici), creandone uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri, e introduce il sorteggio per scegliere i magistrati che vi siedono. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) la difende come baluardo del «giusto processo», le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Sinistra) la accusano di voler sottomettere alla politica i pubblici ministeri. Nel pomeriggio si è invece svolto il «question time», cioè una serie di domande dirette ai ministri Nordio e Giorgetti (Economia) sui temi del momento: carceri sovraffollate, evasione di un detenuto, spese militari, conti pubblici.

Cosa hanno deciso

Il Senato non ha approvato nemmeno una delle modifiche proposte dalle opposizioni. Sono state respinte tutte le decine di proposte di modifica (i cosiddetti «emendamenti») votate sull'articolo 3, quello che introduce i due CSM e il sorteggio. Con un meccanismo procedurale chiamato «canguro» (quando l'Aula respinge una proposta, ne saltano automaticamente decine successive simili) sono state cancellate in un colpo solo oltre 150 proposte. L'esame della riforma è stato rinviato ai prossimi giorni, ma l'orientamento è chiaro: il Governo non accetta modifiche e la maggioranza intende portare il testo al voto popolare con un referendum confermativo. Sul «question time», il ministro Nordio ha rifiutato di parlare del caso Almasri (il comandante libico ricercato dalla Corte penale internazionale e rispedito in Libia dal Governo italiano nei mesi scorsi) e ha detto che amnistia e indulto non risolverebbero il sovraffollamento delle carceri. Il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti ha invece annunciato che l'Italia uscirà nel 2026 dalla «procedura per disavanzi eccessivi» (la lista nera dei Paesi europei che spendono troppo rispetto a quanto producono).

Momenti notevoli

La seduta è stata segnata da molte tensioni. Per ben sei volte le opposizioni hanno chiesto la verifica del numero legale (il controllo che in Aula ci siano abbastanza senatori per votare): in tre casi il numero non c'era e la seduta è stata sospesa. Le opposizioni hanno chiesto a più riprese che il ministro Nordio venisse in Aula a spiegare il caso Almasri, accusandolo di aver mentito al Parlamento; lui si è presentato solo nel pomeriggio, durante il question time, per rispondere alle domande sulle carceri, e ha definito le accuse «chiacchiericcio». Toni durissimi nel question time: la senatrice Raffaella Paita (Italia Viva) ha esordito dicendo «pensavo fosse scappato», e il senatore Filippo Sensi (Partito Democratico) ha detto al ministro «da oggi la consideriamo dimissionario». Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha richiamato più volte i senatori a stare sul tema. C'è stato anche uno scambio molto duro sul caso di Bibbiano (paese del reggiano dove un'inchiesta sui presunti affidi forzati di minori si è chiusa con assoluzioni dopo quattro anni): i senatori del Partito Democratico hanno chiesto pubbliche scuse alla destra che aveva cavalcato il caso.

Altri temi toccati durante la giornata

La senatrice Tatjana Rojc (Partito Democratico) ha ricordato che l'11 luglio 2025 ricorrono trent'anni dal massacro di Srebrenica, in cui le truppe serbo-bosniache uccisero oltre 8.000 musulmani bosniaci sotto gli occhi delle truppe ONU. Il senatore Walter Verini (Partito Democratico) ha commemorato Venanzio Nocchi, ex senatore ed ex sindaco di Città di Castello scomparso a 79 anni. Sul fronte conti pubblici, il senatore Stefano Patuanelli (Cinque Stelle) ha contestato l'impegno preso dal Governo al vertice NATO di portare la spesa per difesa e sicurezza al 5 per cento del PIL (il PIL, cioè il prodotto interno lordo, è il valore di tutto ciò che il Paese produce in un anno): significa centinaia di miliardi in più nel prossimo decennio, e Patuanelli ha chiesto da dove arriveranno quei soldi visto che, ha detto, non se ne trovano nemmeno 6 milioni per gli screening tumorali femminili.

Tutte le votazioni della seduta

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