Senato, seduta n. 326 del 9 luglio 2025: interporti, magistratura e CSM, caso Almasri

Seduta n. 326 del Senato della Repubblica, 09/07/2025.

Argomenti: interporti, magistratura e CSM, caso Almasri, logistica.

Il Senato approva la nuova legge quadro sugli interporti aggiornando una normativa ferma dal 1990, mentre nel pomeriggio prosegue la discussione sulla riforma costituzionale della giustizia con opposizioni critiche. Emergono anche tensioni sul caso Almasri e il ministro della Giustizia.

Sintesi AI della seduta

Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.

Senato, seduta del 9 luglio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata si è divisa in due grandi blocchi. Al mattino il Senato ha discusso e approvato in via definitiva una nuova legge quadro sugli interporti, cioè le grandi piattaforme dove le merci passano dai treni ai camion alle navi e viceversa (DDL 1055). La precedente legge era ferma al 1990. Nel pomeriggio è invece proseguita la discussione sulla riforma costituzionale della giustizia voluta dal governo, che separa la carriera dei magistrati che accusano (i pubblici ministeri) da quella dei magistrati che giudicano, e divide in due l'organo che governa la magistratura, il CSM (DDL costituzionale 1353). Le opposizioni hanno presentato decine di proposte di modifica e fatto lunghi interventi; la maggioranza è rimasta quasi sempre in silenzio.

Cosa hanno deciso

La nuova legge sugli interporti è passata: la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) l'ha approvata, le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra) hanno votato contro. Le opposizioni hanno detto che la legge è un'occasione persa: niente regole sul lavoro nei magazzini logistici (dove spesso la manodopera è straniera, in appalto e sottoinquadrata), niente strategia per il Sud (oggi 16 dei 24 interporti italiani sono al Nord), nessun investimento serio sulla digitalizzazione e sull'energia pulita. La maggioranza ha risposto che la legge moderna 35 anni di vuoto normativo, mette un tetto a 30 interporti per evitare proliferazioni inutili e stanzia 21 milioni di euro fino al 2026. Sulla riforma della giustizia, invece, tutte le modifiche proposte dalle opposizioni nella giornata sono state respinte e si è andati avanti con il testo del governo.

Momenti notevoli

La mattina i Cinque Stelle hanno chiesto tre volte di verificare se in Aula c'erano abbastanza senatori per votare (la cosiddetta verifica del numero legale), costringendo la presidenza a sospendere la seduta due volte fra le 9,45 e le 10,26: alla terza chiamata il numero è stato raggiunto e si è ripreso a votare. Il pomeriggio è stato dominato dal caso Almasri, un capo della polizia libica accusato di crimini internazionali, espulso dall'Italia mesi fa anziché essere consegnato alla Corte penale internazionale. Le opposizioni (Cinque Stelle, Partito Democratico, Sinistra, Italia Viva) hanno chiesto in modo unanime che il ministro della Giustizia Carlo Nordio venga in Aula al più presto a spiegare nuove notizie di stampa che, secondo loro, contraddicono quanto Nordio aveva già detto al Parlamento. La capogruppo di Italia Viva Raffaella Paita ha detto apertamente che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro Nordio hanno mentito, e ha chiesto le dimissioni del Ministro o del suo capo di gabinetto. La presidenza ha rinviato la decisione alla riunione dei capigruppo.

Altri temi toccati durante la giornata

In apertura, la presidente di seduta ha letto i nomi di 13 lavoratori morti sul lavoro nella prima settimana di luglio, con un minuto di silenzio dell'Aula. Una senatrice del Movimento 5 Stelle ha denunciato l'aumento della microcriminalità, citando dati Censis: quasi due donne su tre hanno paura di rientrare a casa la sera, e sei giovani su dieci evitano di uscire dopo cena. Una senatrice del Partito Democratico ha richiamato l'attenzione sull'incendio doloso di 20 ettari di grano biologico a Lentini, in Sicilia, su un terreno che lo Stato aveva confiscato alla mafia e affidato a una cooperativa sociale: episodi simili, ha ricordato, sono avvenuti anche in Calabria, Campania e Lombardia. Infine la conferenza dei capigruppo ha fissato il calendario dei lavori del Senato fino all'8 gennaio 2026, mettendo nel programma temi attesi come il fine vita, il femminicidio, l'intelligenza artificiale e la legge di bilancio.

Tutte le votazioni della seduta

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