Seduta n. 141 del Senato della Repubblica, 22/12/2023.
Argomenti: legge di bilancio 2024, cuneo fiscale, natalità, MES, debito pubblico.
Il Senato approva la legge di bilancio 2024 con voto di fiducia al Governo. La manovra include tagli fiscali sui contributi fino a 35mila euro, aiuti alla natalità e investimenti al Sud, mentre le opposizioni criticano i conti e l'assenza di emendamenti.
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Il Senato ha esaminato e poi approvato la legge di bilancio per il 2024, cioè il documento con cui lo Stato decide come incassare e spendere i soldi nell'anno successivo (DDL 926). Per chiudere in fretta i lavori prima di Natale, il Governo ha legato l'approvazione del testo a un voto di fiducia: in pratica ha chiesto all'aula di confermare la propria fiducia all'Esecutivo votando un unico maxi-emendamento che riscriveva tutta la prima parte della manovra. Chi votava contro, votava di fatto contro il Governo. La maggioranza di centrodestra ha difeso le scelte fatte, mentre le opposizioni hanno bocciato l'impianto della manovra.
Il Senato ha approvato la legge di bilancio 2024. Tra le misure rivendicate dalla maggioranza ci sono lo sgravio sui contributi (il taglio del cuneo fiscale) per chi guadagna fino a 35.000 euro, aiuti alle madri lavoratrici e alla natalità, soldi per rinnovare i contratti dei dipendenti pubblici e una zona economica speciale per attrarre investimenti al Sud. Su spinta delle opposizioni sono stati destinati 40 milioni di euro a un fondo contro la violenza sulle donne, e 500.000 euro a Trento capitale europea del volontariato 2024. Dopo questa approvazione del Senato la manovra passa all'altro ramo del Parlamento per il via libera definitivo.
Le opposizioni hanno protestato perché il Governo aveva chiesto ai suoi stessi parlamentari di non presentare modifiche al testo, e perché l'unico grande emendamento è stato presentato dal Governo. Il senatore Matteo Renzi (Italia Viva) ha accusato la manovra di non quadrare nei conti: secondo lui mancherebbero 17-18 miliardi rispetto al percorso di riduzione del debito concordato con l'Unione Europea dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Durante il suo intervento c'è stato un battibecco con un senatore di Forza Italia, e il presidente di turno è dovuto intervenire per farlo proseguire. Renzi ha anche attaccato le divisioni interne sia della maggioranza sia delle opposizioni sul MES, il fondo europeo che aiuta i Paesi in difficoltà finanziaria.
Nel dibattito sono emerse critiche all'aumento dell'IVA sui prodotti per l'infanzia (pannolini, passeggini) e alla riduzione dei fondi per il bonus cultura dei diciottenni. È stato anche annunciato un nuovo provvedimento, da discutere in seguito, per prorogare l'invio di mezzi e materiali militari italiani all'Ucraina (DDL 974). Sono inoltre state messe agli atti, senza discussione in aula, alcune domande scritte al Governo: sulla mancanza in farmacia di farmaci per il cuore, sul caso della cittadina italiana Ilaria Salis detenuta in Ungheria, e su un impianto industriale in un comune del Barese ritenuto pericoloso per la salute.
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