Seduta n. 253 della Camera dei Deputati, 29/02/2024.
Argomenti: fibromialgia, riconoscimento invalidità, scontri manifestanti-polizia, questioni d'ordine pubblico.
La Camera approva con ampia maggioranza il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica e invalidante. Nel corso della seduta acceso dibattito tra governo e opposizioni sugli scontri tra polizia e manifestanti a Pisa e Firenze del 23 febbraio.
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La giornata ha avuto due grandi temi. Il primo è la fibromialgia, una malattia cronica che provoca dolore diffuso in tutto il corpo, stanchezza e tanti altri sintomi, e che colpisce circa 2 milioni di persone in Italia, in gran parte donne. Oggi in Italia non è riconosciuta come malattia invalidante, quindi chi ne soffre paga di tasca propria cure ed esami. La Camera ha discusso sei proposte di indirizzo al Governo (chiamate "mozioni") presentate da quasi tutti i partiti, di maggioranza e di opposizione, per chiedere questo riconoscimento. Il secondo tema è stato una comunicazione immediata del Ministro dell'Interno (una "informativa urgente", cioè un ministro che riferisce all'aula su un fatto grave appena successo) sugli scontri tra polizia e manifestanti, molti dei quali studenti minorenni, avvenuti a Pisa e Firenze il 23 febbraio.
Sulla fibromialgia la Camera ha approvato a larghissima maggioranza la richiesta principale: impegnare il Governo a riconoscere la malattia come cronica e invalidante e a inserirla tra le prestazioni che il Servizio sanitario garantisce gratuitamente o con esenzione. Questo primo punto, comune a tutte le proposte, è passato con 209 voti a favore e nessun contrario; le singole mozioni (una del centrodestra, le altre di Italia Viva, Partito Democratico, Cinque Stelle, Azione e Verdi-Sinistra) sono state poi approvate nelle parti su cui il Governo era d'accordo. Sono state invece bocciate alcune richieste più impegnative, come quelle sul lavoro a distanza per chi è malato, su cui il Governo aveva dato parere contrario. Attenzione: una mozione non diventa legge, è solo un impegno politico; più deputati hanno ricordato che da oltre trent'anni si approvano testi simili senza risultati concreti.
L'informativa del Ministro dell'Interno ha acceso un duro scontro. Il Ministro ha difeso l'operato della polizia, ha ricordato che in Italia le manifestazioni non vengono vietate e ha invitato a non strumentalizzare politicamente i fatti. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione, Verdi-Sinistra e +Europa) hanno accusato il Governo di ambiguità e di non aver chiesto scusa ai ragazzi feriti, citando le parole del Presidente della Repubblica secondo cui "i manganelli sui ragazzi sono un fallimento". La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha replicato schierandosi con le forze dell'ordine e denunciando le aggressioni agli agenti, come quella avvenuta il giorno prima a Torino. Il presidente di turno ha dovuto richiamare l'aula molte volte per il clima teso.
Un deputato del Partito Democratico ha collegato la vicenda a un disegno di legge sulla sicurezza presentato dal Governo, criticando in particolare una norma che renderebbe reato il blocco stradale fatto con il proprio corpo, anche dai manifestanti. Negli ultimi interventi della seduta, un deputato di Azione ha richiamato l'allarme per i suicidi nelle carceri (21 detenuti e 2 agenti dall'inizio del 2024), mentre un deputato della Lega ha parlato dell'alluvione che ha colpito Vicenza e diverse zone del Veneto.
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