Seduta n. 330 della Camera dei Deputati, 22/07/2024.
Argomenti: rendiconto bilancio, passaporti consolati, disoccupazione, PNRR, calo demografico.
La Camera ha discusso il rendiconto finanziario 2023 e l'assestamento di bilancio 2024, senza votazioni definitive. Affrontati anche i tempi lunghi per i passaporti presso i consolati e le spese interne del Parlamento.
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La giornata è stata dedicata soprattutto a discutere, senza ancora votare, i conti dello Stato. Da un lato i deputati hanno esaminato il bilancio consuntivo dello Stato per il 2023, cioè il rendiconto di come sono stati effettivamente incassati e spesi i soldi pubblici l'anno scorso (Rendiconto 2023, A.C. 1951). Dall'altro hanno discusso l'aggiustamento dei conti per il 2024 in corso d'anno (Assestamento 2024, A.C. 1952). Si è parlato poi di una proposta di legge per migliorare i servizi dei consolati italiani all'estero, in particolare i tempi lunghissimi per ottenere il passaporto (proposta A.C. 960-A). Infine i deputati hanno discusso il bilancio interno della Camera stessa, cioè quanto e come spende il Parlamento (Doc. VIII, nn. 3 e 4).
In concreto, oggi non è stato deciso nulla di definitivo. Tutte le discussioni erano alle fasi iniziali (la cosiddetta discussione generale): i deputati hanno solo esposto le loro posizioni, e i voti veri sono stati rinviati a sedute successive. Sui conti dello Stato la maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia e Lega) ha difeso i risultati, citando il calo della disoccupazione al 6,8 per cento e i fondi europei del PNRR (il grande piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea dopo la pandemia). Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra) hanno invece criticato la bassa crescita prevista e i rischi per i conti futuri. La proposta sui passaporti, nata dal centrosinistra ma sostenuta anche dalla maggioranza, ha raccolto un consenso trasversale e va verso l'approvazione nelle prossime sedute.
A inizio seduta il Partito Democratico ha chiesto due chiarimenti urgenti al Governo. Il primo, rivolto al ministro dei Trasporti Matteo Salvini, riguardava i forti disagi di treni, voli e trasporto pubblico di quei giorni. Il secondo, rivolto al ministro dell'Interno e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, riguardava l'aggressione a un giovane giornalista, Andrea Joly, attribuita a militanti del gruppo di estrema destra CasaPound, di cui il Partito Democratico ha chiesto lo scioglimento. Più tardi, nel dibattito sulle spese interne della Camera, c'è stato uno scontro acceso tra destra e opposizioni su una nuova società pubblica (chiamata CD-Servizi Spa) creata per gestire direttamente pulizie, mensa e altri servizi del palazzo. Il Movimento 5 Stelle ha anche contestato come vengono applicate le sanzioni disciplinari ai deputati, ritenendole più dure verso le opposizioni.
Diversi interventi hanno parlato del rapporto tra Italia ed Europa e del rischio di dover correggere i conti pubblici nei prossimi anni per circa 10 miliardi all'anno. Si è discusso anche del calo demografico, cioè del fatto che gli italiani diminuiscono e tanti giovani lasciano il Paese. È tornato il tema del peso eccessivo dei decreti del Governo, che lasciano poco spazio al lavoro del Parlamento, con un richiamo agli appelli in proposito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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