Seduta n. 275 del Senato della Repubblica, 19/02/2025.
Argomenti: decreto cultura, Piano Olivetti, ricerca scientifica, idroelettrico, Palestina.
Il Senato ha approvato il decreto cultura con il Piano Olivetti per diffondere biblioteche e teatri nei piccoli centri, e votato cinque mozioni: approvate quella sulla ricerca scientifica e l'energia idroelettrica, respinte quelle sul caro vita e il riconoscimento della Palestina, mentre tutti insieme hanno sostenuto la mediazione tra Armenia e Azerbaijan.
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Il Senato ha chiuso l'esame di una nuova legge sulla cultura voluta dal Governo, il cosiddetto "decreto cultura", che lancia il "Piano Olivetti" per portare biblioteche, librerie e teatri anche nelle periferie e nei piccoli centri (DDL 1374). Poi l'aula ha votato cinque mozioni, cioè documenti con cui il Parlamento chiede al Governo di muoversi in una certa direzione, senza però creare obblighi di legge veri e propri. I temi: i soldi per la ricerca scientifica, il caro prezzi e il caro bollette, l'energia prodotta dall'acqua (idroelettrico), il riconoscimento dello Stato di Palestina e la pace tra Armenia e Azerbaijan. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Forza Italia, Lega) e le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Verdi e Sinistra) si sono divise quasi su tutto, tranne che su due temi.
Il decreto cultura è diventato legge in via definitiva, con il voto favorevole della maggioranza e contrario delle opposizioni, che lo accusano di contenere buone idee ma pochi soldi. È stata approvata all'unanimità una richiesta, partita dalla scienziata e senatrice Elena Cattaneo, per garantire ogni anno fondi stabili e a date certe ai bandi di ricerca e per rendere più trasparenti le valutazioni dei progetti (mozione 120). È passata anche la mozione sull'energia idroelettrica, proposta da Forza Italia, che chiede di trattare con l'Unione Europea (con sede a Bruxelles) per poter affidare di nuovo le centrali ai gestori uscenti in cambio di investimenti (mozione 121); qui il Partito Democratico si è astenuto. Sono state invece bocciate la mozione del centrosinistra contro il caro prezzi e il caro bollette (mozione 119) e quella per riconoscere subito lo Stato di Palestina (mozione 83). Infine tutti i gruppi, maggioranza e opposizione, hanno votato insieme una mozione che chiede all'Italia di fare da mediatore di pace tra Armenia e Azerbaijan (mozione 97).
Lo scontro più acceso è stato sulla Palestina. Il centrosinistra e i Verdi e Sinistra hanno chiesto di riconoscere subito lo Stato palestinese come segnale di pace; la maggioranza e Italia Viva hanno risposto che oggi mancano le condizioni, perché Gaza è controllata dall'organizzazione terroristica Hamas e i confini non sono definiti. Molto duro anche il dibattito sul caro vita: le opposizioni hanno accusato il Governo di nascondere le difficoltà delle famiglie, la maggioranza ha replicato citando l'inflazione (l'aumento generale dei prezzi) scesa molto e le misure per i redditi bassi. Sulla mozione per la pace tra Armenia e Azerbaijan c'è stato un caso politico: i Cinque Stelle hanno accusato un vice ministro degli Esteri di aver fatto saltare, settimane prima, un accordo che tutti i partiti avevano già raggiunto.
A fine seduta i Cinque Stelle hanno acceso i riflettori sull'emergenza terremoti nei Campi Flegrei, vicino a Pozzuoli: 555 scosse dal 15 febbraio, con la popolazione spaventata, chiedendo al Governo controlli e informazioni rapide. Un senatore del gruppo Autonomie ha ricordato Renato Ballardini, ex parlamentare ed ex partigiano scomparso a 97 anni. Una senatrice della Lega ha denunciato l'uccisione in Pakistan di Iqra, una ragazzina di tredici anni costretta a lavorare come domestica, chiedendo giustizia e attenzione contro il lavoro minorile.
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