Seduta n. 159 della Camera dei Deputati, 11/09/2023.
Argomenti: cassa integrazione, ondate di calore, decreto caldo, bilancio pubblico, debito pubblico.
La Camera ha discusso il decreto caldo per proteggere i lavoratori delle costruzioni e agricoltura dalle ondate di calore, oltre ai bilanci pubblici 2022 e 2023. La maggioranza ha difeso il provvedimento come risposta rapida all'emergenza, mentre le opposizioni hanno criticato le esclusioni di categorie fragili. Nessun voto definitivo è stato effettuato durante la giornata.
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La Camera ha aperto la discussione su tre provvedimenti che arrivavano già approvati dal Senato. Il primo è il cosiddetto "DL Caldo" (A.C. 1364), un decreto del Governo che dà una forma di cassa integrazione ai lavoratori di alcuni settori (edilizia, cave, agricoltura) costretti a fermarsi per le ondate di caldo, e che sposta in avanti alcune scadenze di pagamento. Gli altri due sono documenti di bilancio: il "rendiconto" 2022, cioè il conto di come è stato speso il bilancio dell'anno scorso (A.C. 1343), e l'"assestamento" 2023, cioè l'aggiornamento dei conti a metà anno (A.C. 1344). In questa giornata si è solo discusso: nessuna legge è stata approvata o respinta.
In pratica non hanno deciso nulla di definitivo: tutti i voti veri sono stati rinviati ai giorni successivi. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia) ha difeso il decreto sul caldo come una risposta rapida a un'emergenza e ha rivendicato la propria linea di bilancio, puntando sulla crescita e sulla stabilità dei conti. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Verdi e Sinistra) hanno criticato il decreto perché esclude categorie come i rider, gli stagionali e i lavoratori più fragili, e hanno accusato il Governo di tagliare servizi e investimenti mentre le entrate dello Stato calano. Sui conti pubblici i due schieramenti hanno dato letture opposte degli stessi numeri.
La seduta si è aperta con il ricordo del sociologo Domenico De Masi, scomparso nelle ore precedenti. Nel dibattito sul decreto caldo è emerso un episodio avvenuto nei giorni prima in commissione: la maggioranza era rimasta per un momento senza i numeri sufficienti e un emendamento dell'opposizione rischiava di passare; il presidente della commissione ha chiesto una pausa per far rientrare i deputati mancanti, evitando così che il testo dovesse tornare al Senato. Le opposizioni hanno protestato perché il decreto era "blindato", cioè non modificabile alla Camera per non far ripartire l'iter.
A fine seduta il deputato del Partito Democratico Arturo Scotto ha commemorato i cinquant'anni dal colpo di Stato in Cile dell'11 settembre 1973 contro il presidente Salvador Allende, ricordando i desaparecidos e l'accoglienza data dall'ambasciata italiana ai perseguitati. Nei dibattiti sono stati citati temi di attualità: la sicurezza sul lavoro dopo la tragedia ferroviaria di Brandizzo, l'arrivo dei fondi europei del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea per rilanciare il Paese), l'inflazione che pesa sulle famiglie e il debito pubblico, che resta intorno al 142-144% del PIL (PIL = quello che il Paese produce in un anno: lo Stato è indebitato per più di tutto quello che produciamo in un anno).
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