Senato, seduta n. 107 del 28 settembre 2023: decreto asset, imposta banche, voli Sicilia-Sardegna

Seduta n. 107 del Senato della Repubblica, 28/09/2023.

Argomenti: decreto asset, imposta banche, voli Sicilia-Sardegna, krisis vittica, telecom TIM.

Il Senato ha convertito in legge il decreto asset con misure economiche eterogenee, dall'imposta sulle banche agli aiuti per l'agricoltura, al controllo dei prezzi dei voli. Il Governo ha chiesto la fiducia e il testo è stato approvato con 94 voti favorevoli.

Sintesi AI della seduta

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Senato, seduta del 28 settembre 2023 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

Il Senato ha dedicato tutta la giornata a trasformare in legge il cosiddetto "decreto asset", una serie di misure economiche varate dal Governo ad agosto (DDL S.854, conversione del decreto-legge n. 104 del 2023). È un provvedimento che mette insieme tante cose diverse: un freno ai prezzi troppo alti dei voli verso Sicilia e Sardegna, una tassa straordinaria sui maggiori guadagni delle banche, aiuti per i piccoli Comuni e per le imprese agricole colpite da una malattia delle viti e dal granchio blu, incentivi alla produzione di microchip e nuove regole sul trasporto in taxi. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) lo ha difeso come una risposta concreta ai problemi degli italiani. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Azione, Italia Viva e i Verdi-Sinistra) lo hanno bocciato, accusando il Governo di aver messo insieme troppi temi scollegati e di aver poi fatto marcia indietro proprio sulle misure più importanti.

Cosa hanno deciso

Il decreto è diventato legge. Il Governo ha chiesto la fiducia, cioè ha legato la propria sopravvivenza all'approvazione del testo senza più modifiche: chi vota contro, in pratica, vota per far cadere il Governo. Il Senato ha approvato con 94 voti favorevoli, 49 contrari e 1 astenuto (su 144 presenti). Con la fiducia, tutte le proposte di modifica rimaste in sospeso sono decadute automaticamente. Tra le misure ora in vigore: le banche dovranno pagare una tassa straordinaria sui maggiori profitti del 2023 (oppure potranno rafforzare il proprio patrimonio invece di pagarla), l'Autorità antitrust avrà più poteri per controllare i prezzi dei voli, e le aziende che ricevono aiuti pubblici non potranno trasferire la produzione all'estero per dieci anni invece di cinque.

Momenti notevoli

La seduta è iniziata alle 10 ma è stata sospesa tre volte di seguito fino al pomeriggio, perché le commissioni stavano ancora lavorando sugli oltre 500 emendamenti. Un senatore dei Cinque Stelle ha protestato perché la discussione è partita senza che il testo definitivo fosse pronto e distribuito. Il punto più contestato è stato la tassa sulle banche: secondo le opposizioni il Governo l'aveva annunciata in pompa magna e poi l'aveva svuotata di contenuti dopo le proteste degli istituti di credito e un calo in Borsa. Anche sul tetto ai prezzi dei voli, prima annunciato e poi ritirato, le opposizioni hanno parlato di un "dietrofront". Più volte è stato ricordato che il Presidente della Repubblica aveva chiesto di non infilare nei decreti d'urgenza norme che non c'entrano nulla tra loro.

Altri temi toccati durante la giornata

Sono entrate nel decreto anche norme molto distanti dal tema economico. La più discussa riguarda la caccia: la possibilità di usare munizioni al piombo nelle zone umide (laghi, paludi, lagune) nonostante un divieto europeo, con multe definite "irrisorie" dalle opposizioni. Si è parlato anche dei due miliardi e mezzo di euro pubblici destinati all'acquisto della rete di telecomunicazioni di TIM, della cancellazione del tetto agli stipendi dei dirigenti della società del Ponte sullo Stretto di Messina, e dei fondi per la ricostruzione dopo l'alluvione in Emilia-Romagna, giudicati insufficienti dalle opposizioni. È stato infine ricordato che il Ponte sullo Stretto non sarà finanziato nella legge di bilancio in arrivo, ma rinviato all'anno successivo.

Tutte le votazioni della seduta

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