Seduta n. 289 del Senato della Repubblica, 01/04/2025.
Argomenti: semplificazione normativa, abrogazione leggi antiche, PNRR, conti pubblici, Myanmar terremoto.
Il Senato ha approvato la cancellazione di oltre 30.000 vecchie leggi risalenti all'Unità d'Italia fino alla Repubblica, riducendo di un quarto il numero di norme in vigore. Le opposizioni si sono astenute per protesta sul metodo.
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Il tema centrale della giornata è stata una grande operazione di pulizia delle vecchie leggi. Il Senato ha esaminato una proposta del Governo per cancellare oltre 30.000 norme molto antiche, approvate tra il 1861 e il 1946, cioè dall'Unità d'Italia fino alla nascita della Repubblica (DDL n. 1314). Si tratta soprattutto di vecchi decreti del Regno e dell'epoca fascista, ormai senza alcun effetto pratico ma ancora formalmente presenti nelle banche dati ufficiali. La ministra per la semplificazione, Maria Elisabetta Alberti Casellati (centrodestra), ha spiegato che eliminarli riduce di circa un quarto il totale delle leggi statali ancora in vigore. Il testo arrivava già approvato dalla Camera.
Il Senato ha approvato in via definitiva la cancellazione di queste vecchie leggi. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e i centristi) ha votato a favore, convinta che semplificare aiuti cittadini e imprese. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva e Sinistra) non si sono opposte nel merito, ma si sono astenute per protesta sul metodo. Il loro timore: cancellare 30.000 norme tutte insieme, troppo in fretta, rischia di far sparire per errore anche qualche regola ancora utile, come, ricordavano, era già successo con un'analoga operazione nel 2010.
A inizio seduta il capogruppo del Partito Democratico, Francesco Boccia, ha aperto uno scontro sui conti pubblici. Ha accusato il Governo di non voler fornire al Parlamento tutti i dati economici sul prossimo triennio e ha denunciato una contraddizione tra due ministri sul futuro del PNRR (il piano di investimenti finanziato dall'Unione Europea) dopo il 2027. Ha annunciato che tutte le opposizioni unite presenteranno una richiesta formale (una mozione) per discuterne. È stata inoltre comunicata la nomina del senatore Antonio Iannone a sottosegretario alle Infrastrutture.
In chiusura, la senatrice del Partito Democratico Sandra Zampa ha richiamato l'attenzione dell'aula sul terremoto che aveva da poco devastato il Myanmar (l'ex Birmania), un sisma molto violento. Ha chiesto aiuti urgenti dalla comunità internazionale e dall'Europa e la liberazione della leader democratica Aung San Suu Kyi. Gran parte della seduta è stata poi dedicata a fissare il calendario dei lavori del Senato fino ad agosto, cioè l'elenco delle leggi che saranno discusse nelle settimane successive.
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