Senato, seduta n. 300 del 7 maggio 2025: pubblica amministrazione, fiducia al governo, Gaza
Seduta n. 300 del Senato della Repubblica, 07/05/2025.
Argomenti: pubblica amministrazione, fiducia al governo, Gaza, dazi americani.
Il Senato ha approvato il decreto sulla pubblica amministrazione con fiducia e iniziato l'esame di una legge di semplificazione. Question time teso con la premier Meloni su difesa, economia, energia, immigrazione e politica estera, con accuse dell'opposizione su promesse a Trump e calo industriale.
Sintesi AI della seduta
Generata con l'intelligenza artificiale, può contenere imprecisioni: fa fede il resoconto ufficiale.
Senato - seduta del 7 maggio 2025 (in parole semplici)
Di cosa hanno discusso
La giornata ha avuto tre momenti principali. Il primo è stato il voto definitivo su un decreto del Governo sulla pubblica amministrazione, cioè gli uffici dello Stato e degli enti locali (DDL 1468). Il decreto parla di concorsi, assunzioni e stipendi dei dipendenti pubblici. Il secondo momento è stato il question time con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, tornata a rispondere in Senato dopo circa un anno e mezzo: i senatori le hanno fatto domande dirette su difesa, economia, energia, immigrazione e politica estera. Il terzo è stato l'avvio dell'esame di una legge che vuole semplificare e mettere ordine in tante norme diverse (DDL 1192).
Cosa hanno deciso
Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto sulla pubblica amministrazione, che quindi diventa legge. Il Governo aveva legato il provvedimento a un voto di fiducia: in pratica chi votava sì confermava la fiducia al Governo, e questo impediva di modificare il testo o votare le singole proposte di cambiamento. Hanno votato a favore in 99, contro in 70, con 2 astenuti. Il Senato ha poi negato ai magistrati il permesso di usare alcune chat dell'ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano in un'indagine che lo riguarda: la maggioranza ha ritenuto che la richiesta violasse le tutele previste per i ministri. Infine ha cominciato a votare, articolo per articolo, la legge di semplificazione, rinviando il voto finale a un'altra seduta.
Momenti notevoli
Il question time è stato teso, con molti applausi e diverse interruzioni; il presidente del Senato La Russa ha più volte richiamato l'Aula all'ordine. Il senatore Renzi (Italia Viva) ha accusato la premier di aver cambiato idea su molti temi; Meloni gli ha risposto in modo polemico, dicendosi però favorevole alle preferenze nella legge elettorale, cioè alla possibilità per gli elettori di scegliere il nome del candidato. Sul caso degli Stati Uniti, le opposizioni hanno accusato il Governo di aver promesso a Trump decine di miliardi di euro degli italiani; la premier ha replicato che si tratta di un calcolo inventato. A fine giornata una senatrice di Fratelli d'Italia ha denunciato episodi di violenza contro giovani del suo partito e la scritta «spara a Giorgia» comparsa a Milano.
Altri temi toccati durante la giornata
Durante il question time si è parlato molto di soldi e di vita quotidiana. Il Governo ha rivendicato il miglioramento dei conti pubblici e la promozione dell'Italia da parte di un'agenzia internazionale che giudica l'affidabilità dei debiti degli Stati. Le opposizioni hanno ribattuto citando il calo della produzione industriale, l'aumento della cassa integrazione (le ore di lavoro pagate dallo Stato quando le aziende riducono l'attività) e il caro bollette. Una senatrice ha chiesto una nuova legge contro l'odio e la violenza verbale rivolti alle donne online. Più volte le opposizioni hanno chiesto che il Governo venga a riferire in aula su Gaza e sui dazi americani.