Seduta n. 519 della Camera dei Deputati, 29/07/2025.
Argomenti: finanziamenti ricerca scientifica, Olimpiadi Milano-Cortina, stabilizzazione precari CNR, accordo USA-UE, morti sul lavoro.
La Camera ha approvato decreti su università, ricerca e scuola con 160 milioni per la ricerca scientifica, sugli eventi sportivi per le Olimpiadi Milano-Cortina, e il "Salva-Ilva" con 200 milioni per l'acciaieria di Taranto. L'opposizione ha criticato l'accordo commerciale USA-UE con dazi del 15% e chiesto chiarimenti su Palestina e morti sul lavoro.
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La giornata alla Camera è stata lunghissima e ha toccato tre grandi temi. Il primo è stato un decreto del Governo su università, ricerca, scuola e sanità (DDL 2526): dentro ci sono 160 milioni di euro destinati alla ricerca scientifica, la stabilizzazione di una parte dei ricercatori precari del CNR (il principale ente pubblico di ricerca italiano) e nuove regole per le assunzioni nelle scuole. Il secondo è stato un decreto sui grandi eventi sportivi, in particolare per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 (DDL 2488). Il terzo è stato un decreto, soprannominato "Salva-Ilva", che dà altri 200 milioni di soldi pubblici al gruppo siderurgico di Taranto per tenere aperta la produzione di acciaio (DDL 2527). In più si è discussa una proposta delle opposizioni di centrosinistra (Verdi e Sinistra, Cinque Stelle) per ridurre la spesa militare e aderire al trattato che vieta le armi nucleari (Mozioni 1-00462 e 1-00481).
La Camera ha approvato in via definitiva il decreto sui grandi eventi sportivi: ora è legge. Ha approvato anche il decreto su università, ricerca e scuola, dopo aver respinto tutti i cambiamenti proposti dalle opposizioni. Sul "Salva-Ilva", invece, le opposizioni di centrosinistra avevano provato a fermarlo presentando due richieste di sospensione (chiamate "pregiudiziali", una specie di cartellino rosso che chiede di non procedere perché il decreto sarebbe contrario alla Costituzione): la maggioranza di centrodestra le ha respinte, quindi il decreto andrà avanti nelle sedute successive. La discussione sulla mozione contro l'aumento delle spese militari è stata avviata ma il voto è stato rinviato.
Il tema più caldo della giornata, fuori dall'ordine del giorno, è stato l'accordo commerciale fra Stati Uniti ed Unione Europea firmato pochi giorni prima in Scozia. Sei capigruppo (di Cinque Stelle, Verdi e Sinistra, Partito Democratico, +Europa, Azione e Italia Viva) hanno chiesto che la Premier Giorgia Meloni venga in aula a spiegare l'accordo, che prevede dazi (cioè tasse sui prodotti che entrano negli USA) del 15% sulle merci europee, oltre a impegni europei ad acquistare 750 miliardi di prodotti energetici americani e ad investire 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Le opposizioni hanno citato stime di Confindustria (l'associazione delle imprese italiane) secondo cui l'accordo costerà 23 miliardi di euro di esportazioni e oltre 100.000 posti di lavoro. Subito dopo il voto sul Salva-Ilva, è ripartita una nuova polemica: i deputati di Verdi e Sinistra, Cinque Stelle e Partito Democratico hanno chiesto a Meloni di chiarire perché l'Italia, a differenza di Francia, Regno Unito e Spagna, non riconosce lo Stato di Palestina, citando le condizioni a Gaza e l'uccisione di un attivista palestinese in Cisgiordania. Verdi e Sinistra e Cinque Stelle hanno anche chiesto un'informativa urgente del Ministro del Lavoro sulle morti sul lavoro, dopo la tragedia in cui tre operai sono morti a Pompei pochi giorni prima.
Sono state convalidate ufficialmente le elezioni di un lungo elenco di deputati eletti nella legislatura attuale. Sono stati cambiati alcuni componenti di due commissioni parlamentari (quella di vigilanza sull'anagrafe tributaria e quella per la semplificazione) per sostituire un deputato dimessosi. A fine seduta, un deputato del Partito Democratico ha ricordato l'81° anniversario dell'uccisione, ad Ivrea, del partigiano ventiduenne Ferruccio Nazionale, torturato e impiccato dai fascisti della Decima MAS il 29 luglio 1944, criticando l'uso recente del simbolo della Decima in campagna elettorale.
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