Seduta n. 521 della Camera dei Deputati, 31/07/2025.
Argomenti: ex Ilva Taranto Piombino, decarbonizzazione acciaierie, Iveco Tata Motors, salute lavoratori.
La Camera approva il decreto del Governo sugli ex Ilva di Taranto e Piombino con fiducia, stanziando 200 milioni per Taranto e autorizzando un investimento di 2,5 miliardi a Piombino. Acceso scontro tra maggioranza e opposizioni su questioni ambientali e occupazionali. Discussione anche su Iveco e naufragi nel Mediterraneo.
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La giornata è stata quasi tutta dedicata a un decreto del Governo sugli "ex Ilva" di Taranto e di Piombino, cioè le due grandi acciaierie italiane in crisi da anni (DDL 2527, che converte in legge il decreto del 26 giugno 2025). Il provvedimento mette in campo 200 milioni di euro per tenere in piedi la produzione di Taranto, sblocca un grande investimento privato a Piombino (oltre 2,5 miliardi dell'azienda Metinvest, materie prime ucraine via porto), allunga la cassa integrazione per le grandi aziende in crisi, e introduce alcune protezioni per chi lavora all'aperto durante le ondate di calore. Il Governo ha posto la "questione di fiducia": un voto in cui i deputati non si esprimono sul testo, ma decidono se sostenere o sfiduciare il Governo nel suo complesso. Si è discusso anche del nuovo permesso ambientale dato all'acciaieria di Taranto (l'AIA) e dell'accordo di programma sulla decarbonizzazione, cioè il piano per chiudere gli altoforni a carbone e sostituirli con forni elettrici entro circa 8 anni.
La Camera ha dato la fiducia al Governo (178 sì, 107 no, 4 astenuti, 289 presenti). Poi ha approvato in via definitiva il decreto, che diventa legge dello Stato. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) ha votato a favore. Il centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra) ha votato contro. Italia Viva ha votato contro, mentre Azione si è astenuta dopo aver ottenuto due "ordini del giorno" (impegni politici, non vincolanti) sull'energia idroelettrica e sull'ingresso del nucleare nel mix energetico italiano. La Camera ha esaminato 36 ordini del giorno collegati al decreto: la maggior parte di quelli proposti dalle opposizioni sono stati respinti, mentre alcuni sono stati accolti con una riformulazione che li ammorbidisce.
Lo scontro più duro ha riguardato Taranto. Le opposizioni hanno accusato il Governo di aver dato il via libera all'acciaieria nonostante il parere contrario del comune, della provincia, della regione Puglia e di enti come l'Istituto Superiore di Sanità e l'ARPA Puglia. Hanno ricordato dati pesanti: nel 2024-2025 oltre cento lavoratori dell'Ilva hanno denunciato malattie tumorali. La maggioranza ha replicato che senza quel decreto migliaia di posti di lavoro sarebbero a rischio e che senza acciaio italiano l'Italia perde un pezzo di sovranità industriale. Tutti i gruppi hanno rivolto un saluto al sindaco di Taranto Piero Bitetti (centrosinistra), che si era dimesso pochi giorni prima dopo aver ricevuto minacce. La seduta si è aperta con il ricordo dell'ex deputato Francesco Marenco, scomparso il 18 giugno. È stato comunicato anche il passaggio di un deputato di Fratelli d'Italia (Manlio Messina) al gruppo Misto.
Le opposizioni unite (Verdi-Sinistra, Cinque Stelle, Partito Democratico, Azione) hanno chiesto al Ministro delle Imprese Adolfo Urso e alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di venire in Aula a riferire urgentemente sulla vendita di Iveco: la famiglia Agnelli-Elkann, attraverso la holding Exor, ha ceduto la parte militare a Leonardo (per 1,7 miliardi) e il resto del gruppo all'indiana Tata Motors, mettendo in discussione il futuro di 14.000 lavoratori in Italia. A fine seduta, deputate e deputati di Partito Democratico, Verdi-Sinistra e Cinque Stelle hanno parlato del naufragio della nave mercantile Port Fukuoka nel Mediterraneo centrale, con due bambini morti, una donna in procinto di partorire e 98 persone ancora a bordo in attesa di un porto sicuro. Si è parlato anche dell'arresto a Roma della deputata brasiliana Carla Zambelli, ricercata dall'Interpol, e dei recenti incidenti mortali sul lavoro a Napoli.
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