Seduta n. 523 della Camera dei Deputati, 05/08/2025.
Argomenti: decreto Economia, questione di fiducia, APE Sociale, Olimpiadi Milano-Cortina, protocollo Italia-Albania.
La Camera ha approvato con fiducia il decreto Economia contenente misure per imprese, lavoro, trasporti e primo acquisto casa. Le opposizioni lo hanno criticato come decreto "calderone" e sono stati respinti vari ordini del giorno su farmaci, pensioni e protezione sociale.
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La giornata è stata dedicata quasi tutta a un unico decreto del Governo, chiamato "decreto Economia" (DDL 2551). È un provvedimento contenitore che mette insieme tantissime misure diverse: aiuti alle imprese, proroga di alcune detrazioni edilizie nelle zone terremotate, fondi per i Comuni e per la manutenzione delle strade provinciali, sostegno alle mamme lavoratrici, soldi per la prima casa dei giovani, stanziamenti per i trasporti locali, una proroga della società che gestisce i lavori per le Olimpiadi di Milano-Cortina fino al 2033, e altro ancora. Il Governo ha chiesto al Parlamento di approvarlo con una procedura accelerata chiamata "questione di fiducia": in pratica i deputati possono solo dire sì o no in blocco, senza poter modificare niente. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) lo ha difeso come una risposta concreta a famiglie e imprese in un momento difficile. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra) e i centristi di Azione e Italia Viva lo hanno criticato per essere un decreto "calderone" senza una visione d'insieme, e per aver svuotato il ruolo del Parlamento.
La Camera ha approvato il decreto con la fiducia: 200 sì e 117 no, su 317 votanti. Quindi il decreto Economia è stato confermato dalla Camera (era già passato al Senato) e ora è quasi pronto a diventare legge dello Stato. Subito dopo, i deputati hanno votato 18 ordini del giorno (sono testi che non cambiano la legge ma chiedono al Governo impegni futuri): tutti quelli proposti dalle opposizioni e messi in votazione sono stati respinti. Tra le richieste bocciate: garantire i farmaci oncologici innovativi anche ai bambini, prorogare al 2026 l'APE Sociale (un anticipo pensionistico per chi fa lavori pesanti), estendere il sostegno alle mamme lavoratrici anche a colf e badanti, fermare la proroga di sette anni della società che gestisce le Olimpiadi (Simico). È stata anche aperta brevemente la discussione su un secondo decreto, quello sui grandi eventi sportivi (DDL 2488-B), ma il dibattito è stato rinviato al giorno dopo.
Il dibattito sulla fiducia è stato molto acceso. Marco Grimaldi (Alleanza Verdi e Sinistra) ha paragonato il decreto a una "finanziaria mascherata" e ha denunciato il tentativo della maggioranza, poi ritirato grazie alle proteste sindacali, di estendere fino a quattro anni i contratti tramite agenzia interinale. Ida Carmina (Cinque Stelle) ha detto che l'Italia rischia la recessione tecnica e ha accusato il Governo di "fare un favore a Trump" non rispondendo ai dazi americani. Silvia Roggiani (Partito Democratico) ha ricordato che siamo arrivati a cento richieste di fiducia in tre anni, e ha attaccato il Governo per aver impugnato la legge della Toscana che introduce un salario minimo regionale di 9 euro l'ora. Forza Italia, con Roberto Pella, ha rivendicato i 340 milioni per la manutenzione delle strade provinciali e i fondi per le metropolitane di Roma, Milano, Genova, Napoli e per la nuova linea tranviaria di Brescia. Un momento curioso: Luigi Marattin (Misto) ha chiesto di firmare l'ordine del giorno di Alleanza Verdi e Sinistra sulle "stablecoin" (un tipo di criptovaluta legata al dollaro): "Non pensavo sarebbe arrivato questo momento", ha detto. È stato comunque bocciato.
A fine seduta, parecchi deputati hanno preso la parola per chiedere chiarimenti urgenti su vicende non legate al decreto: Carmela Auriemma (Cinque Stelle) e Paolo Ciani (Partito Democratico) hanno chiesto al Ministro dell'Interno Piantedosi di venire in aula a parlare del Protocollo Italia-Albania per i migranti, dopo che la Corte di giustizia europea (un tribunale che ha sede in Lussemburgo e fa rispettare le leggi dell'Unione Europea) ha praticamente bocciato il sistema. Enrica Alifano (Cinque Stelle) ha chiesto al Ministro delle Imprese Urso di chiarire la sorte dei 404 ex lavoratori dell'azienda Jabil di Caserta passati senza contrattazione a una nuova società. La Camera ha anche commemorato l'ex deputato Giuseppe Ossorio, e ha preso atto di una richiesta della Procura di Roma di autorizzare un processo per il caso Almasri (il generale libico rilasciato dall'Italia a gennaio) a carico del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, del Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e del Sottosegretario Alfredo Mantovano. Per la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, invece, è stata archiviata una posizione collegata.
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