Camera, seduta n. 479 del 13 maggio 2025: referendum 2025, voto fuori sede, centri migranti Albania

Seduta n. 479 della Camera dei Deputati, 13/05/2025.

Argomenti: referendum 2025, voto fuori sede, centri migranti Albania, sovraffollamento carceri.

La Camera approva il decreto Elezioni con nuove regole per il voto fuori sede e fissa i referendum per il 8 e 9 giugno insieme alle elezioni comunali, mentre inizia il dibattito sul decreto immigrazione sui centri in Albania.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 13 maggio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata alla Camera ha avuto due grandi temi. Al mattino i deputati hanno fatto domande al Governo (interrogazioni) su due questioni: le assunzioni nella pubblica amministrazione, cioè la possibilità di assumere chi ha già superato un concorso ed è in lista d'attesa, e gli aiuti per i danni del maltempo che a marzo 2025 ha colpito la Toscana. Al pomeriggio si è discusso e poi votato il cosiddetto decreto Elezioni (DDL 2362), che fissa le regole per i voti del 2025, comprese le date dei referendum dell'8 e 9 giugno. In serata è iniziato anche il dibattito su un nuovo decreto del Governo sull'immigrazione (DDL 2329), legato ai centri per migranti in Albania.

Cosa hanno deciso

La Camera ha approvato in via definitiva il decreto Elezioni. La legge introduce alcune novità importanti: per la prima volta chi è lontano da casa per studio, lavoro o cure mediche potrà votare ai referendum nel comune dove si trova, senza dover tornare alla propria residenza; vengono cancellate vecchie regole considerate superate, come la lista separata tra uomini e donne e l'obbligo per le donne sposate di indicare anche il cognome del marito negli elenchi elettorali; si alza da 70 a 75 anni l'età massima per fare lo scrutatore ai seggi. Tutte le proposte di modifica presentate dalle opposizioni sono state respinte. Il punto più contestato resta la scelta di far votare i referendum insieme al secondo turno delle elezioni comunali, e non al primo.

Momenti notevoli

Il cuore dello scontro è stato proprio il referendum. Le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Italia Viva, Azione, Alleanza Verdi e Sinistra) hanno accusato la maggioranza di centrodestra di aver scelto apposta una data scomoda per far venire meno il quorum, cioè la soglia minima di votanti (la metà più uno degli aventi diritto) senza la quale il referendum non è valido. Hanno criticato duramente il fatto che alcune alte cariche, tra cui il Presidente del Senato, abbiano invitato apertamente a non andare a votare. La maggioranza ha replicato che astenersi è una scelta legittima e prevista dalla Costituzione, e ha rivendicato le novità sul voto fuori sede. La seduta si è chiusa con il ricordo commosso dell'ex deputato Marco Causi, scomparso pochi giorni prima.

Altri temi toccati durante la giornata

A fine seduta alcuni deputati hanno chiesto al Governo comunicazioni urgenti all'aula su fatti gravi. Il MoVimento 5 Stelle ha chiesto al Ministro della Salute di riferire su presunti casi di malasanità in un ospedale di Palermo. Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra hanno chiesto al Ministro della Giustizia di riferire sul sovraffollamento delle carceri, che secondo i dati citati supera il 133 per cento della capienza, con oltre 15.000 detenuti in più rispetto ai posti disponibili. In serata, sul decreto immigrazione, le opposizioni hanno contestato la spesa per i centri in Albania e l'efficacia di quel modello, mentre la maggioranza lo ha difeso come strumento di sicurezza contro gli stranieri irregolari pericolosi. Su questo decreto non si è ancora votato.

Le leggi votate in questa seduta

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