Camera, seduta n. 480 del 14 maggio 2025: dazi americani, centri migranti Albania, riarmo europeo

Seduta n. 480 della Camera dei Deputati, 14/05/2025.

Argomenti: dazi americani, centri migranti Albania, riarmo europeo, spesa sanitaria, Gaza.

La Camera ha approvato il decreto governativo sull'immigrazione che consente di trattenere migranti in Albania, con 192 voti a favore. Nel question time, il ministro Urso ha illustrato la strategia contro i dazi americani, mentre Meloni ha risposto su sanità, riarmo e situazione a Gaza.

Sintesi AI della seduta

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Camera - seduta del 14 maggio 2025 (in parole semplici)

Di cosa hanno discusso

La giornata ha avuto tre parti. Al mattino il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, è venuto in aula a spiegare cosa sta facendo il Governo contro i dazi (le tasse sulle merci importate) annunciati dagli Stati Uniti di Trump, che rischiano di colpire le esportazioni italiane. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alle domande dei deputati: si chiama "question time", cioè il momento in cui il capo del Governo risponde dal vivo alle interrogazioni dell'opposizione e della maggioranza. Si è parlato di giovani in difficoltà, di Gaza, di Forze dell'ordine, di sanità, di costo dell'energia e del piano europeo per spendere di più sulle armi. In serata si è votato su una legge che riguarda l'immigrazione e i centri italiani in Albania.

Cosa hanno deciso

Il voto più importante è stato sulla conversione in legge di un decreto del Governo contro l'immigrazione irregolare (decreto-legge 37/2025, A.C. 2329). Il decreto permette di usare il centro italiano di Gjader, in Albania, anche come luogo dove trattenere migranti irregolari già destinati al rimpatrio. Il Governo ha chiesto la fiducia, cioè ha legato l'approvazione alla propria sopravvivenza, impedendo modifiche al testo. La Camera ha approvato: 192 voti a favore, 111 contrari e 4 astenuti. Sull'informativa dei dazi e sulle domande alla premier, invece, non si è votato: erano momenti di discussione e di confronto, non di decisione.

Momenti notevoli

Il clima è stato molto teso. Sull'immigrazione le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Verdi e Sinistra) hanno parlato di soldi sprecati (circa un miliardo e mezzo di euro in cinque anni) per poche centinaia di persone trasferite in Albania, mentre la maggioranza di centrodestra ha rivendicato un calo degli sbarchi e ha citato una sentenza della Corte di Cassazione dell'8 maggio che giudica legittimo l'accordo con l'Albania. Durante le domande alla premier, il deputato Riccardo Magi è entrato verso il centro dell'aula con un lenzuolo con scritto "referendum" ed è stato espulso. Sul tema di Gaza, i deputati di Cinque Stelle, PD e Verdi e Sinistra si sono alzati in piedi chiedendo una condanna delle azioni del Governo israeliano; Meloni ha confermato che l'Italia non ritirerà il proprio ambasciatore in Israele.

Altri temi toccati durante la giornata

Sui dazi, il ministro Urso ha detto che per ora l'export verso gli Stati Uniti è cresciuto e che bisogna puntare sul negoziato europeo, evitando ritorsioni. Le opposizioni hanno replicato che il Paese vive 26 mesi di calo della produzione industriale e che il Governo non ha un piano industriale serio. Nel question time Meloni ha rivendicato il livello record del fondo per la sanità (136,5 miliardi di euro), mentre Elly Schlein e le altre opposizioni hanno ribattuto che la spesa sanitaria, calcolata in rapporto al PIL (PIL = quello che il Paese produce in un anno), è al minimo degli ultimi 15 anni. Sul riarmo, Giuseppe Conte ha accusato la premier di aver accettato tagli per finanziare le armi; Meloni ha risposto che anche i governi precedenti avevano aumentato le spese militari.

Tutte le votazioni della seduta

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