Seduta n. 481 della Camera dei Deputati, 15/05/2025.
Argomenti: decreto Albania, CPR centri permanenza rimpatri, spese militari.
La Camera ha approvato il decreto Albania del Governo, che consente il trasferimento di migranti trattenuti nei CPR verso centri in Albania. Le opposizioni hanno protestato duramente accusando lo spreco di denaro pubblico e rivendicando trasparenza, mentre la maggioranza ha sottolineato il calo degli sbarchi e dei rimpatri.
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La giornata è stata quasi tutta dedicata a una sola legge: il cosiddetto "decreto Albania" del Governo di centrodestra (DDL 2329). È una legge sull'immigrazione. Permette di trasferire nel centro costruito in Albania, vicino al villaggio di Gjader, anche persone straniere che si trovano già in Italia, chiuse nei centri dove vengono trattenuti i migranti senza documenti in regola in attesa di essere rimandati nel loro Paese (i CPR, "centri di permanenza per i rimpatri"). È l'ennesimo provvedimento del Governo sul tema migranti in poco più di due anni. La discussione è stata molto accesa e divisa.
Alla fine la Camera ha approvato il decreto. La maggioranza di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati) ha votato a favore; le opposizioni di centrosinistra (Partito Democratico, Cinque Stelle, Italia Viva, Azione e Sinistra) hanno votato contro. Prima del voto finale, le opposizioni avevano presentato decine di richieste di impegno al Governo (chiamate "ordini del giorno": semplici inviti a fare qualcosa, senza forza di legge). Ne sono state respinte ben 56, una dopo l'altra, tutte con il "no" del Governo. Molte chiedevano soltanto più trasparenza sui costi e maggiori garanzie sanitarie e legali per chi è trattenuto.
Il dibattito è stato duro. Le opposizioni hanno parlato di uno spreco enorme di denaro pubblico (la cifra che torna più spesso è circa un miliardo di euro) per ospitare in Albania pochissime persone, e hanno accusato il Governo di fare propaganda. La maggioranza ha risposto rivendicando il calo degli sbarchi e l'aumento dei rimpatri, e ha citato una recente sentenza della Corte di cassazione che dà ragione al Governo. Durante l'ultimo intervento, quello di una deputata di Fratelli d'Italia che elencava i reati attribuiti alle persone trattenute, l'aula si è infiammata con proteste e richiami all'ordine. In apertura, i gruppi hanno ricordato con commozione la scomparsa di José "Pepe" Mujica, ex Presidente dell'Uruguay.
A fine seduta i Cinque Stelle e la Sinistra hanno chiesto al Governo di venire a spiegare come l'Italia abbia improvvisamente raggiunto il 2% del PIL in spese militari (PIL = quello che il Paese produce in un anno), cioè circa 10 miliardi in più comparsi quasi dal nulla. Un deputato della Sinistra ha chiesto di sbloccare i visti per tre studentesse di Gaza con una borsa di studio all'Università di Siena. Altri interventi hanno riguardato l'America's Cup di vela assegnata a Napoli e le difficoltà degli abitanti dei Campi Flegrei colpiti dal terremoto, e un caso di maltrattamento di animali. È stato infine annunciato che la prossima settimana l'aula esaminerà un altro decreto, quello sulla cittadinanza (DDL 2402), arrivato dal Senato.
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